Il Tirreno

Lucca

L’assessore allo sport favorevole allo stadio intitolato ad Erbstein

di Luca Tronchetti
L’assessore allo sport favorevole allo stadio intitolato ad Erbstein

La proposta del professor Sereni trova nuovi sostenitori La lettera della figlia: «Spero che la proposta venga accolta»

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LUCCA. Eppur si muove. La proposta di intitolare il Porta Elisa al grande tecnico magiaro di origini ebree Egri Ernest Erbstein che per primo portò in serie A la Lucchese (1935) sarà valutata da un comitato e in caso di via libera la parola passerà al consiglio comunale. L’idea di dare il nome dello stadio all’allenatore perseguitato dai nazisti e deportato in un campo di lavoro è stata lanciata dal professor Umberto Sereni, appassionato di calcio e di Lucchese, e ripresa dal commerciante Vittorio Melecchi (il papà giocò con la maglia rossonera prima della secondo conflitto mondiale) e dall’ex secondo portiere rossonero Roberto Pizzi. E proprio ieri l’assessore allo sport Massimo Tuccori ha deciso di proporla al comitato per i 70 dalla Liberazione presieduto da Matteo Garzella. «Sono favorevole alla proposta di intitolare il Porta Elisa a un personaggio così importante nel mondo del calcio. Erbstein non è stato soltanto l’allenatore che per primo portò in serie A la Lucchese ottenendo il miglior piazzamento nella secolare storia rossonera (settimo a pari merito con l’Inter), ma è stato un grande innovatore in grado di lanciare in azzurro il portiere Aldo Olivieri, unico calciatore ad aver vinto un campionato del Mondo (1938) dopo aver indossato la maglia della Lucchese. Mi prendo l’impegno di portare la proposta fiducioso che otterrà ampi consensi». La carriera di Erbstein, conclusasi tragicamente assieme ai suoi ragazzi del Grande Torino tra i rottami dell’aereo schiantatosi a Superga, avrebbe potuto essere ancor più luminosa senza le persecuzioni naziste. Lui, ebreo, fu costretto a fuggire da Lucca e dall’Italia e alla fine rischiò di morire in un campo di lavoro. La figlia Susanna Egri, ballerina e coreografa di fama internazionale che il 3 gennaio 1954 debuttò per prima in Rai a Torino con un balletto ispirato a Chaplin, ha inviato al professor Sereni una lettera di ringraziamento: «Un riconoscimento da parte della città - si legge - e della squadra a cui ha profuso massima parte della sua attività (quasi 6 anni) mi sembra più meritevole del plauso di tutta la tifoseria non solo locale, ma anche nazionale. Spero che la sua proposta venga accolta e sono a disposizione per ogni ulteriore appoggio anche a livello di documentazione su quegli anni».

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