La manifestazione
Pioggia battente e frane, Molazzana in ginocchio
Due grossi smottamenti hanno sfiorato abitazioni e automobilisti Il sindaco Simonetti: «Se non arrivano i rimborsi delle urgenze mi dimetto»
MOLAZZANA. Una valanga di fango, e di rabbia. Ancora una volta, ad ogni accenno dell'ennesima bomba d'acqua, anche se non i portata eccezionale, pronta a flagellare la Valle del Serchio, il territorio di Molazzana diventa semplicemente debole e indifeso. Nella tarda mattinata di ieri, infatti, due grosse frane hanno messo a repentaglio la sicurezza dei cittadini e automobilisti di passaggio.
La prima, più spettacolare e pericolosa, si è verificata in località Corteca, tra Sassi e Castelnuovo. Ad avvisare i soccorritori e l'amministrazione comunale sono stati dei cittadini di Torrite, frazione castelnuovese collegata con Molazzana. I residenti hanno visto praticamente staccarsi un pezzo di montagna da monte a valle, portandosi dietro metri cubi di detriti caduti sulla "via di fuga" tra Sassi e Torrite.
A pochissimi metri dal luogo dello scarico, un'abitazione è stata lambita dalla frana, ma per fortuna non ci sono stati problemi di isolamento, nonostante la tragedia sfiorata. Tuttavia, la strada è stata naturalmente chiusa, e quindi i mezzi delle aziende incaricate per i lavori di somma urgenza sono da ieri al lavoro per ripristinare una normalità che tornerà solo tra qualche giorno.
A pochi minuti di distanza, qualche chilometro più a sud ovest, ancora smottamenti nel capoluogo, nella stessa zona franata prima di Capodanno, nei pressi del bivio tra il centro storico e Montaltissimo. Si è reso necessario un senso unico alternato nella parte sud del paese, perché l’asfalto è pericolante. Si è ristretta la carreggiata e per ora le ditte incaricate stanno piazzando dei divisori.
Fino a lunedì, come ha confermato il sindaco Rino Simonetti, si resterà con questo status quo, e poi partiranno i lavori di messa in sicurezza, che vanno a sommarsi a quelli già avviati nelle scorse settimane. Senza contare che, a tutt'oggi, la frazione di Brucciano è ancora raggiungibile dall'abitato di Calomini. Un salasso per un piccolo comune di 1.150 abitanti costretto ad anticipare circa dieci milioni di euro, ma non si può fare altrimenti.
Anche se, il sindaco Rino Simonetti stavolta non ne può più: «Se non arrivano i rimborsi delle somme urgenze consegnerò le chiavi del comune e qualcuno provvederà - afferma provocatoriamente -. È un continuo incedere di movimenti franosi, e le ditte incaricate stanno continuando a lavorare. Che devo fare? Non posso mica rifiutarmi di garantire sicurezza ai cittadini. L’alternativa è tenere isolati i paesi. Ma è ora che le somme anticipate arrivino in tempi ragionevoli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
