Il Tirreno

Lucca

La confcommercio punta il dito anche sull’accesso

Nel 2013 chiusi 160 negozi nella città

LUCCA. Colpa della crisi, delle tasse che riducono ai minimi termini i salari dei consumatori, ma effetto anche di una serie di decisioni, di cambiamenti adottati sulla viabilità cittadina messi in...

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LUCCA. Colpa della crisi, delle tasse che riducono ai minimi termini i salari dei consumatori, ma effetto anche di una serie di decisioni, di cambiamenti adottati sulla viabilità cittadina messi in atto dall’amministrazione.

L’indomani dell’inchiesta del Tirreno fra i negozi del centro storico che chiudono i battenti, le categorie reagiscono sviscerando la questione sotto tutti gli aspetti: quelli locali e quelli nazionali.

«Centosessanta negozi chiusi a Lucca nel 2013 e 660 nel complesso in provincia - dice il direttore di Confcommercio Rodolfo Pasquini -: ma il trend negativo non è solo lucchese. Bisogna correre ai ripari con una detassazione, defiscalizzazione dei salari ma anche delle impres. Ormai la gente non compra più nemmeno a rate, lo confermano gli studi».

I negozi del centro storico che muoiono come soldati sotto un cannone, con strade che, come via San Paolino, stanno diventando deserte di attività è un dato che preoccupa fortemente il presidente della commissione centro storico di Confcommercio Giovanni Martini, secondo il quale le chiusure sono l’effetto, oltre che della crisi generale, anche di decisioni precise. Per via San Paolino: l’eliminazione delle fermate dei bus turistici in piazzale Verdi e il trasferimento del capolinea dei bus extraurbani. «Da anni chiediamo all’amministrazione di interpellarci prima di fare determinate mosse. Determinate decisioni vanno concertate con le categorie: non si fanno mosse sperimentali sulla pelle delle attività», dice. Dove si è puntato sulla riqualificazione, sull’aumento di posti auto, gli effetti positivi si sono visti: grazie alla nuova viabilità e ai nuovi stalli blu a porta Santa Maria, il tessuto commerciale, vedi via Rosi, è rifiorito: un dato che non sfugge a Martini.

Sull’emergenza chiusure dei negozi «ci aspettiamo l’attenzione e la presa in carico da parte delle istituzioni - sbotta anche il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini -. Sono segnali della crisi ma anche dei cambiamenti in atto in termini di accessibilità e fruibilità della città. San Paolino ne è un esempio lampante».(b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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