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Ironia sullo sfratto e D’Alessandro si infuria di nuovo

Ironia sullo sfratto e D’Alessandro si infuria di nuovo

LUCCA. Una guerra a colpi di proclami su Facebook e battute salaci da oltreoceano. Non accenna a mitigarsi lo scontro fra amministrazione comunale e Summer Festival sulla destinazione della ormai ex...

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LUCCA. Una guerra a colpi di proclami su Facebook e battute salaci da oltreoceano. Non accenna a mitigarsi lo scontro fra amministrazione comunale e Summer Festival sulla destinazione della ormai ex biglietteria del Summer in largo monsignor Martini (gli spazi al piano terra sotto il teatro del Giglio, concessi anni fa dal Comune al festival del patron Mimmo D’Alessandro per usarli come vetrina e biglietteria concerti) a spazio di partecipazione sui cambiamenti urbanistici e non solo della città.

D’Alessandro ha protestato per essere stato mandato via, da un giorno all’altro e in malo modo a dicembre, con le date del Winter Festival in corso, per far posto alla Casa della Città, così si chiama la struttura partecipativa tanto voluta dall’assessore all’urbanistica Serena Mammini.

Ora D’Alessandro - che ha interrotto ogni comunicazione sulle date del Summer 2014, mettendone a serio rischio la sua attuazione sulla scorta del trattamento ricevuto dall’amministrazione - si infuria ancora di più. E la causa, lo spiega senza mezzi termini da Los Angeles dove si trova per lavoro, è un post che l’assessore Serena Mammini ha pubblicato sul suo profilo Facebook. Che è il seguente: «Ma le pare che sia stato "sfrattato" qualcuno? La sfratto, in diritto, è un atto giudiziario con il quale, nell'ambito di un rapporto di locazione, il locatore (in generale, il possessore dell'immobile) richiede al giudice di emettere un provvedimento esecutivo che ordini all'inquilino di riconsegnargli l'immobile. La locazione, in diritto, costituisce il contratto con il quale una parte (locatore) si obbliga a permettere a un altro soggetto (conduttore o locatario) l'utilizzo di una cosa per un dato tempo in cambio di un determinato corrispettivo (pigione o canone)». A buon intenditor poche parole.

Il post risponde alle accuse di sfratto di D’Alessandro ritenendole insensate perché di sfratto non si è trattato, se lui non pagava un affitto.

D’Alessandro replica così: «Io ho pagato molto più che un affitto: ho portato per anni soldi e ricchezza alla città. La mia presenza a Lucca è regolata da un accordo, e un accordo è come un contratto. Quello dell’assessore Mammini di prendersi lo spazio è un capriccio, la mia richiesta di riaverlo no: è un polmone importante per il Summer Festival. Forse gli accordi con i politici non valgono niente? Le parole dell’assessore mi offendono moltissimo».

Nelle ultime ore sul profilo Fb della Casa della Città si susseguono post per spiegarne la mission, l’utilità, la vocazione. Tanti e in successione tale da avere il sapore di una giustificazione. Ma i “mi piace” o condivido che caratterizzano affermazioni e dialoghi su Fb sono pochi se non assenti.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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