Il Tirreno

Lucca

Una compagnia stabile per Puccini

di Barbara Antoni
Una compagnia stabile per Puccini

Il direttore artistico del Giglio al lavoro sul progetto. Intanto a novembre al teatro si potrà assistere a “La Rondine”

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LUCCA. Breve perché il tempo passa veloce, molto intenso perché in questo anno ha lavorato sodo, e non sempre in circostanze facili. Ma l’arco dei dodici mesi è bastato a maturare un sogno in Aldo Tarabella, che in questi giorni compie un anno da direttore artistico del Giglio: quello di creare, nel teatro cittadino, una compagnia stabile di lirica, specializzata nel rappresentare opere pucciniane. Il progetto lo ha già chiaro in testa: «Una compagnia che potremmo costruire anche attraverso GiglioLab, i nostri corsi di teatro ai quali stiamo ricevendo tantissime adesioni. Potrebbe essere attiva da Pasqua a settembre, per mettere in scena le opere di Puccini in particolare per il pubblico dei turisti internazionali», spiega. Ma le sue aspirazioni pucciniane non si fermano qui: a novembre, al Giglio, Tarabella rappresenterà La Rondine.

Un anno al Giglio. Direttore Tarabella, proviamo a tracciare un bilancio. Quali i problemi maggiori che ha incontrato, quali le maggiori soddisfazioni.

Il problema era riportare il teatro del Giglio a pari dignità di altri teatri di tradizione italiani. E questo ha significato recuperare rapporti, coproduzioni con altre città di tradizione. Uno dei risultati che posso mostrare è l’allestimento del Falstaff, coproduzione del Giglio col teatro di Ravenna. Alla rappresentazione era presente anche il maestro Riccardo Muti. In questo anno non abbiamo avviato collaborazioni solo con Ravenna, anche con Ferrara, Bolzano, Modena, Treviso, Rovigo, Bergamo.

Un progetto non andato in porto in questo anno?

In questo primo anno non ho potuto produrre Puccini perché sarei rimasto solo. Ma va ricordato il cambio di passo. La Tosca prodotta a Lucca in nove giorni con la precedente amministrazione, nata e morta qui, è costata un’enormità di soldi. Una vergogna. Noi abbiamo pagato le conseguenze, noi siamo usciti con le ossa rotte: soldi per nuove produzioni non ce n’erano più. Io sono partito sulle ceneri della non credibilità nazionale del Giglio per la lirica. La fiducia nei confronti del teatro lucchese era andata completamente persa negli ultimi quattro-cinque anni.

Lei però vuole riprendere a produrre Puccini.

Ho già cominciato. La Rondine debutterà al Giglio il 22 novembre 2014, replica il 23. A dicembre partirà per la tournée. Un’opera che coprodurremo, oltre che con i teatri di Pisa e Livorno, con quelli di Modena, Ravenna e Piacenza. E mi auguro di continuare a offrire al pubblico lucchese opere di nicchia. La seconda opera pucciniana che vorrei produrre è Le Villi. Intanto sto lavorando con il teatro di Bolzano a una coproduzione de La Wally di Catalani.

Nel 2013 il Giglio è riuscito a produrre un’opera: Napoli Milionaria, che ha vinto il premio Abbiati della critica. Un successo con un seguito?

Questa opera, coprodotta con i teatri di Pisa e Livorno, è in trattativa con due festival europei, entrambi ce l’hanno chiesta. Sono il Bartok Festival di Budapest e il festival del cinema di Malaga diretto da Antonio Banderas. Con tutte le probabilità la nostra Napoli Milionaria sarà rappresentata in queste due città nel 2015. E sempre con molte probabilità la stessa opera verrà inserita nel cartellone 2014-2015 del teatro Comunale di Firenze. Il suo direttore Tangucci è venuto di persona a vedere la rappresentazione al Giglio. È spesso nostro ospite.

Ultimamente al Giglio si sono svolte audizioni di attori e musicisti che hanno registrato un’altissima partecipazione. Sono propedeutiche a nuovi spettacoli che volete produrre?

Le audizioni che abbiamo indetto nascono da una collaborazione avviata con realtà liriche importanti come Taormina Arte e Siracusa. C’è in progetto di portare a Taormina la Butterfly che il Giglio ha pronta dal 2004 e che vorrei riproporre. Vorrei anche nel 2015 realizzare una nuova Butterfly: nel 2014, anno in cui questa opera compie 110 anni, non possiamo per mancanza di soldi. Ma per il centoundicesimo compleanno ce la faremo.

I problemi di liquidità sono sempre all’ordine del giorno.

Lavoriamo col botteghino e dentro ci sta tutto: spese per artisti e apertura del teatro.

E il suo Sogno con la “s” maiuscola di creare una compagnia stabile di lirica?

Nasce dalla mia attenzione al turismo internazionale. Una compagnia stabile di giovani artisti contribuirebbe a ridurre i costi delle produzioni, e qui al Giglio gli artisti potrebbero lavorare e crescere. Un progetto da portare avanti insieme: teatro, Fondazione Puccini e Centro Studi.

A cosa è servito questo anno e a cosa serviranno gli altri del suo incarico?

La mission del primo anno era trasformare il Giglio da luogo di mero divertimento a centro di educazione. Adesso stiamo lavorando a creare un nuovo pubblico, grazie anche a rassegne come Lucca Junior Opera, Crescendo con il Teatro, Crescendo con la musica, possibili per tanta parte grazie alla sensibilità del vicesindaco Ilaria Vietina. Il teatro deve diventare centro di formazione dello spettacolo con i giovani come soggetto primario. Io rimarrò finchè ci sarà il sindaco Alessandro Tambellini, a preparare i giovani al ricambio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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