Il dolore
Operaio aggredito, due giovani patteggiano
Due anni e mezzo di reclusione agli autori del pestaggio avvenuto fuori dal bar H24 ad Altopascio
ALTOPASCIO. Patteggiano a due anni e mezzo di reclusione gli aggressori dell’ex imprenditore Marco Sanguin, 38 anni, colpito ripetutamente con pugni e calci e ferito anche dal lancio di un posacenere che lo centrò in testa, mentre si trovava fuori dal bar H24 sulla via Bientinese ad Altopascio. Per Alessio Mecca e Giuseppe La Macchia - entrambi di 24 anni, il primo residente ad Altopascio e il secondo a Pescia - attualmente agli arresti domiciliare viene confermata la misura restrittiva. L’udienza camerale si è tenuta ieri di fronte al capo dei gip Marcella Spada Ricci e a difendere i due imputati c’erano i legali di fiducia Emanuele Fusi e Luca Cantini. Modificato il capo d’imputazione: da tentato omicidio a lesioni gravi. Al di là che il patteggiamento esclude l’azione risarcitoria per la vittima del pestaggio non era presente il legale di fiducia segno che l’ex imprenditore ora operaio potrebbe aver deciso di soprassedere oppure, probabilmente, di iniziare una casa civile con richiesta di risarcimento.
La vicenda. Alessio Mecca e Giuseppe La Macchia vennero arrestati dai carabinieri una settimana dopo le percosse ai danni dell'ex imprenditore e oggi operaio Marco Sanguin che subito dopo l’aggressione avvenuta per futili motivi venne sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa durato cinque ore. A chiedere la misura cautelare nei confronti dei due giovani fu il sostituto procuratore Elena Leone dopo aver preso visione degli atti. Nel primo interrogatorio di fronte ai carabinieri Mecca e La Macchia avrebbero dato versioni completamente diverse dal racconto della vittima e delle testimoni, due giovani donne che erano con l’ex imprenditore al momento della barbara aggressione avvenuta sotto la veranda del bar H24 sulla via Bientinese ad Altopascio.
I fatti. Marco Sanguin passa parte della serata al Glam, un american bar di Altopascio. Poi, verso le 5,30, in compagnia di due giovane donne va andato a far colazione nell'unico locale aperto a quell'ora nella zona. E lì è avviene l'incontro che poteva costargli la vita. I due giovani aggressori, che forse conoscono le ragazze o l'ex imprenditore, iniziano una breve e animata discussione. E dalle parole si passa alle vie di fatto. Un accanimento che lascia sconcertati e che non ha spiegazione logica. Sanguin viene trovato cosciente dai carabinieri a cui racconta la sua verità. Trasportato in ospedale i medici riscontrano una lesione cranica emorragica, oltre a una frattura costale, rivelata dalla tac e viene eseguito un intervento chirurgico urgente all'ospedale di Cisanello con l'operaio che resta a lungo in pericolo di vita.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
