Il dolore
Evasione, condannata a nove mesi
L’ex ferrista accusata di aver appiccato il fuoco nella chiesa di San Donato
LUCCA. Barbara Armani Dini, l'infermiera di 52 anni in pensione, residente a Buti, accusata di aver lanciato lo scorso 14 novembre una bottiglia incendiaria all'ingresso della chiesa di San Donato a Lucca è stata al centro di un movimentato arresto per evasione.
La donna è stata messa ai domiciliari nella sua casa di Buti, in provincia di Pisa da cui si è allontanata già una volta nelle scorse settimane. L'altro giorno una pattuglia dei carabinieri di Buti, che era in servizio a Cascine, ha incrociato la Fiat Panda rossa della donna. I militari hanno cercato di fermare l'utilitaria, ma non è stata un'operazione semplice. Quando poi la donna è finita fuori strada con l'auto e si è fermata contro un marciapiede l'hanno arrestata anche se ha opposto resistenza e ferito a un dito un militare della stazione di Buti.
Ieri mattina Barbara Armani Dini è stata processata per direttissima in tribunale a Pisa è stata condannata a nove mesi di reclusione.
Il giudice del tribunale le ha concesso di nuovo gli arresti domiciliari anche se la donna già in due occasioni ha lasciato la sua abitazione senza rispettare gli obblighi imposti dalla misura cautelare.
Tra l’altro in questa settimana doveva essere processata a Lucca per un episodio analogo, ma a causa dello sciopero degli avvocati il processo è slittato a data da destinarsi.
Barbara Armani Dini accusata di aver provocato il principio d’incendio all’ingresso della chiesa venne smascherata da un automobilista di passaggio che la vide salire sulla Panda subito dopo il divampare delle fiamme.
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