Finanza
Ecatombe di negozi poche le new entry
Fondi vuoti soprattutto in via San Paolino e Chiasso Barletti
LUCCA. Tante morti annunciate tra i negozi del centro storico. Annunciate dalla crisi e da una sequela di cartelli che si sono visti a decine, nelle settimane scorse, annunciare sulle vetrine svendite totali o straordinarie. Ora le chiusure sono sotto gli occhi di tutti. Negozi svuotati, insegne coperte, cartelli con la scritta “affittasi”, saracinesche abbassate. E strade ormai semideserte di luci: il triste primato va a via San Paolino.
L’Incontro chiude in via Buia. Ultimi giorni della svendita del negozio di oggetti di pregio per la casa che i lucchesi erano abituati da anni a frequentare in via Buia. L’attività si trasferisce nel punto vendita della stessa proprietà in viale Pacini. «Il trasferimento - spiega la titolare Daniela Clerici - era a questo punto un atto dovuto. Da undici anni abbiamo aperto anche il negozio in viale Pacini e ormai la nostra clientela si è abituata a trovarci anche là. Del resto, ormai, il flusso di persone non cambia di entità fra il centro storico e fuori. E fuori dal centro non dobbiamo far fronte a tutte le difficoltà di trasporto delle merci come dentro». Due anni fa L’Incontro di via Buia aveva ridimensionato i locali, abbandonando le vetrine in via del Moro. Ma quegli spazi non sono mai più stati affittati. «Mi ero adoperata per trovare nuovi affittuari - dice la titolare del negozio - ma mi è stato a più riprese spiegato che quelle vetrine da sole non erano attraenti, neanche per la grande distribuzione. Adesso mi auguro che tutto insieme il fondo possa ospitare una nuova attività. In tutto sono circa trecento metri quadrati. Bisognerebbe - aggiunge - che qualcuno cominciasse a riflettere: per mantenere un’attività nel centro storico non si possono pagare affitti tanto alti».
San Paolino, un’ecatombe. L’inverno si sente sulla pelle passeggiando in via San Paolino. Non solo per il freddo di questo periodo ma anche per la tristezza di vedere tanti negozi chiusi. Venendo dalla piazzetta dei Cocomeri, sulla destra è chiuso il negozio di Benetton; di fronte sono vuoti anche i locali che fino a poco tempo fa ospitavano un negozio di abbigliamento. Più avanti un altro negozio di abbigliamento (si chiamava Compagnia dei Latini) ha cessato l’attività; idem un altro rimasto senza insegna: nella vetrina rimane solo una gigantografia di Gregory Peck. Non finisce qui: chiuse anche l’attività dei Ricami Veronica (che rimane aperta in via Fillungo) e la gelateria La Tosca. Altri esercizi spiegano dai cartelli che staranno chiusi nel mese di gennaio per riaprire a febbraio. E non va molto meglio in piazza Cittadella, dove al momento sono chiuse anche la gelateria sull’angolo e il negozio di ceramica. Anche quest’ultimo fa sapere tramite un cartello che riaprirà a febbraio.
Vetrine spente in Chiasso Barletti. Come era nell’aria, altre vetrine con l’inizio del 2014 si sono spente in Chiasso Barletti. Tre chiusure praticamente in fila: la gelateria Veneta, il negozio di oggettistica, uno dei punti vendita della Primula Verde. E dire che non troppo tempo fa, all’incirca due anni, il vicolo che collega via Fillungo a via Santa Lucia sembrava rinato, con i fondi che si erano tutti ripopolati.
Via Cenami e via Beccheria. Seppure in misura minore, le chiusure hanno interessato altre vie del pieno centro storico. Come via Cenami, dove hanno chiuso i battenti gli ultimi due negozi che si affacciano su piazza San Giusto (uno vendeva borse e accessori, l’altro era un’oreficeria nell’ultima gestione) e in via Beccheria (il negozio di articoli per bambini L’Incantesimo).
Via Rosi, un’isola felice. Tra tanta desolazione, via Rosi, quasi una piazzetta, fra la fine di via Fillungo e la porta dei Borghi, appare come un’isola felice, dove i fondi sono pressoché tutti popolati, soprattutto di nuove attività. L’ultima in ordine di tempo è il locale Il ciclo divino, un luogo di ritrovo per giovani e non solo.
La mobilitazione dei commercianti. Forte malumore intanto è emerso tra i rappresentanti dei commercianti che ieri pomeriggio hanno partecipato alla riunione della commissione centro storico di Confcommercio presieduta da Giovanni Martini. In particolare è finita sotto accusa la mancata calendarizzazione di eventi nel periodo di bassa stagione. Passate le feste di Natale, è stato rimarcato, gli alberghi sono tutti vuoti e la città è semideserta, nonostante i saldi. Gli operatori si lamentano perché ancora non è decollata la cabina di regia che doveva portare alla programmazione e alla promozione su tutto l'arco dell'anno. Molto critici poi gli interventi sul mancato sfruttamento del brand Puccini e stupore per il fatto che, come ha scritto ieri il nostro giornale, i fondi della Fondazione siano vincolati alla produzione letteraria e non possano essere utilizzati né per la produzione, né per la programmazione di eventi. I commercianti hanno ribadito che servono a poco iniziative che possono attirare l'attenzione di qualche decina di lucchesi e di studiosi: come avviene a Salisburgo (ma non solo) la città potrebbe avere un flusso constante di turisti da tutto il mondo se ci fosse un’adeguata programmazione di eventi, percorsi, visite guidate alla miriade di luoghi che parlano del maestro in tutto il territorio provinciale. Si è insistito anche sulla richiesta di protrarre e possibilmente anticipare (alle 18, fino a Pasqua) l'accesso libero al centro senza dover pagare la sosta negli stalli blu dentro le Mura e, soprattutto si è riproposta la necessità di spegnere i varchi dalle 18, anche per far cessare l'effetto psicologico che tiene lontane tante persone. Rilanciata anche l’apertura gratuita del parcheggio Palatucci fino a Pasqua. Attenzione poi si è posta al progetto per il mercato del Carmine, il cui recupero ridarebbe slancio a tutte le attività del centro, a tutte le iniziative che in concreto possano portare rientro di residenti dentro le Mura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
