Il Tirreno

Lucca

Soldi solo per le produzioni letterarie

di Barbara Antoni
Soldi solo per le produzioni letterarie

Vincolate le somme a disposizione della Fondazione alle prese con il Museo della Casa Natale che non si autosostiene

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LUCCA. Una Fondazione Puccini alla ricerca del suo centro di gravità permanente, con un patrimonio (quello in denaro proviene dagli esborsi milionari incassati a seguito della causa per i diritti di autore vinta dal Comune contro gli eredi del Maestro) per metà ingessato, vincolato; gran parte delle residue (poche) liquidità disponibili sono destinate solo a due voci: produzione editoriale e sostentamento del museo Casa natale Giacomo Puccini, che non riesce a vivere di vita propria. Non riesce ad autofinanziarsi, in sostanza.

A cinque mesi dalla ricostituzione dei suoi organi dirigenti (presidente il sindaco Alessandro Tambellini, vice Franco Mungai, anche direttore tecnico della Fondazione Crl, nuovo cda) la Fondazione Puccini non ha ancora delineato il suo programma di attività; anzi non ha ancora individuato i settori in cui potrà operare, anche sulla scorta di una nuova normativa che pone, rispetto al passato, paletti non indifferenti all’azione di enti di questa natura.

Eppure il consiglio lavora, si riunisce una volta al mese. Ma il risultato ad oggi è il deserto totale alla voce iniziative per il 2014 sia sul sito internet della fondazione che su quello del museo. Difficile, in una circostanza del genere, immaginare un ritorno nel breve o medio periodo del brand Puccini sulla vita economica della città. Non parliamo per illazioni, ma per verità confermate dalla viva voce dei componenti dell’organismo direttivo.

«Per ora - spiega infatti Franco Mungai - abbiamo approvato il bilancio in maniera tecnica. Ma senza trovare nuovi sponsor, con quel bilancio c’è poco margine di spesa. C’è da supportare la gestione del museo Casa natale, che non è in attivo. Se riuscissimo a coprire i costi, sarebbe già un buon inizio. In realtà ci sono molte idee: ma gli sponsor si trovano con i programmi alla mano, con cose concrete. Il calendario è essenziale per chiedere soldi. Ci stiamo lavorando».

«Quanto a programmi e attività della fondazione, ad oggi di ufficiale non c’è niente - afferma Ilaria Del Bianco, consigliere del cda della Fondazione Puccini, nonché presidente dell’associazione Lucchesi nel mondo -. Sulle linee guida per il 2014 abbiamo aperto una discussione in consiglio di amministrazione che ci trova tutti concordi. Quanto alla promozione del museo, questa sarà legata inscindibilmente alla promozione del territorio: è l’obiettivo primario che ci siamo posti». Sulla promozione del territorio nel nome di Puccini l’associazione presieduta da Ilaria Del Bianco si sta impegnando a fondo, lei stessa lo conferma. «Come associazione - sottolinea - daremo tutto il nostro apporto. Ci stiamo impegnando perché il museo di Celle Puccini sia promosso con Lucca e il suo territorio. Il nostro obiettivo è intercettare un flusso qualificato di turismo internazionale. Come associazione ci aspettiamo che le istituzioni preposte ci aiutino. La Fondazione Puccini deve diventare un collettore e facilitatore di iniziative». Quanto invece alla museo Casa natale del Maestro in piazza Cittadella, la Fondazione Puccini punta «a renderlo autonomo. E questo deve cercare di lavorare insieme ad altri enti museali per la promozione», aggiunge Ilaria Del Bianco.

«Se al momento per la Fondazione Puccini non esiste una posizione ufficialmente deliberata è per una serie di problemi - aggiunge Pietro Fazzi, membro del cda nonché ex sindaco di Lucca -. Il nuovo consiglio si è dato un calendario di riunioni periodiche con l’obiettivo principale di prendere atto del nuovo profilo della fondazione così come delle nuove entrate, in modo da essere strumento a favore della promozione della città, non ente effettivamente operativo». Fazzi lo dice chiaro. Oggi «la fondazione non può produrre spettacoli né concerti, non può elargire contributi perché deve tutelare il patrimonio. La parte di risorse economiche gestibili è esigua, in futuro ci auguriamo che sarà più cospicua. Il direttore Gabriella Biagi Ravenni sta lavorando con grande solerzia e da mesi ha pronto un programma. Vorremmo poterlo discutere, ma prima dobbiamo ridefinire la mission della fondazione, sulla base delle risorse disponibili ma anche della nuova normativa, tutto questo per stare al passo con le esigenze della città. Credo che la cosa migliore sia nominare un comitato scientifico che lavori in parallelo con il cda, dandogli certezze sull’appropriatezza dei passaggi da compiere, in modo che la città tutta possa beneficiare dei riflessi di Puccini. La competenza di un comitato scientifico ci darà garanzie e libertà nelle scelte; nel giro di due mesi mi auguro che arriveremo almeno a proporlo».

Chiude Alessandro Tambellini, sindaco e «primo attore», lo definisce Fazzi, degli indirizzi della fondazione. Il cui primo obiettivo, conferma, è «far sì che il museo possa vivere di vita propria». Senza nascondere i problemi che però ci sono, a partire dal patrimonio vincolato. «La parte vincolata non può andare oltre il 50% - dice Tambellini - compresa la casa del Maestro di Viareggio. Abbiamo liquidità per un milione e mezzo, la quota vincolata lo è senza condizioni. Una parte delle liquidità è destinata a produzioni letterarie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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