Il Tirreno

Lucca

«Pochi gli infermieri»

«Pochi gli infermieri»

Per la Cisl le condizioni di lavoro sono diventate impossibili

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LUCCA. La Cisl sanità attraverso il responsabile Luciano Cotrozzi interviene sul caso del litigio tra due lavoratrici all’interno dell’ospedale Campo di Marte lamentando il disagio per la carenza di personale che crea condizioni difficili e incomprensioni sul lavoro: «L’increscioso episodio, sicuramente da stigmatizzare, non deve far partire la caccia ai dipendenti pubblici che invece, particolarmente nella sanità, offrono quotidianamente la loro professionalità e disponibilità all’utenza in stato di bisogno. L’episodio del litigio avrà il suo corso. A parere della Cisl occorre riflettere soprattutto sulle condizioni lavorative del personale, sia esso medico, che infermieristico, che socio sanitario. Tutto il personale è da tempo coinvolto in un processo organizzativo all’apparenza molto nobile: strutturare l’assistenza per intensità di cura (la Cisl Fp anche a livello nazionale lo definisce un percorso importante anche ai fini dell’implementazione delle figure infermieristiche), ma se è vero che nell’assistenza per intensità di cure il cittadino deve essere al centro di tutto, è altrettanto vero che per consentire ciò occorre mantenere, anzi migliorare, i livelli essenziali di assistenza. In tal senso non siamo sulla giusta strada. Da dati regionali in possesso, facendo una comparazione tra le aziende sanitarie di grandezza simile a quella di Lucca, si scopre che alla chiusura del 31/12/2012 la Asl 2 è la più sofferente come organici medici, infermieristici e operatori socio sanitari. E la situazione si è ancor di più aggravata nel corso del 2013 dove il numero dei cessati è superiore a quello degli assunti. Con le riorganizzazioni fatte appare difficile collocare al centro del sistema il cittadino, mentre più chiaro è l’utilizzo del personale che sembra essere finalizzato a perpetrare la politica delle non assunzioni. Carichi di lavoro sempre più pesanti, assenze anche lunghe non sostituite, disagi segnalati, ma inascoltati stanno portando il personale ad un continuo stress pericoloso non solo per lo stesso. E allora una domanda: ma la responsabilità di certi episodi e di certe situazioni è solo del personale?». L’ufficio stampa dell’Asl interviene invece per precisare che «l’alterco ha portato all’attivazione del procedimento per la valutazione delle responsabilità disciplinari a carico dell’infermiera e dell’operatrice socio sanitaria coinvolte. Dalle testimonianze raccolte risulta che la discussione è avvenuta all’interno delle stanze di lavoro infermieristico e non di fronte agli utenti e che non sono emersi lanci di oggetti».

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