Il dolore
Non chiude il centro di San Pellegrino
La Provincia assicura che sta cercando soluzioni per le attività sulle tradizioni popolari. Tam tam su Facebook
SAN PELLEGRINO. Il centro delle tradizioni popolari di San Pellegrino in Alpe non chiuderà. Lo assicura la Provincia sollecitata da circa 500 firme raccolte proprio per evitare che la notizia ventilata ad inizio anno divenisse realtà. L’iniziativa, nata sul social network Facebook, ha riscosso grande successo riuscendo a raggiungere l’attenzione di centinaia di persone. La notizia della chiusura del museo delle tradizioni popolari, situato nella caratteristica frazione del comune di Castiglione, era arrivata ad inizio anno motivata dalla mancanza di fondi che la Provincia ha destinato altrove. I cittadini della Garfagnana però non sono rimasti a guardare ed hanno iniziato a raccogliere firme per una petizione mirata, appunto, a far riaprire il centro delle tradizioni popolari" di San Pellegrino in Alpe: «Quando ci è arrivata una telefonata da parte di un funzionario della Provincia rassicurandoci che il museo non chiuderà e la Provincia si sta impegnando per trovare delle soluzioni – dice Eros Tetti, uno dei promotori della raccolta firme – sicuramente la situazione economica del museo non è florida e saranno necessari alcuni cambiamenti come la modifica degli orari e dei periodi di apertura, ma il museo è salvo e questa è una notizia fantastica perché il centro non è solamente importante dal punto di vista turistico della Valle, essendo una delle più grandi collezioni d'Italia, ma è importante anche come filo conduttore verso la nostra cultura. Cultura che apparentemente sembra abbandonata e superata dall'ultimo secolo di sviluppo industriale ma in realtà è ancora li a dirci da dove veniamo, così magari un giorno potremmo capire chiaramente anche dove vogliamo andare». Attorno alla chiusura del museo si sono strette moltissime realtà del volontariato e dei movimenti del territorio che si danno oggi disponibili a poter aiutare a tenere aperto questo luogo così importante, ovviamente capendone prima le modalità e discutendo con la Provincia o con chi lo gestirà. Per poter interagire con i promotori di questa iniziativa e contribuire quindi alla salvaguardia del museo è possibile contattare l’apposito gruppo su Facebook al link: https://www.facebook.com/groups/centrotradizionipopolari/. Il museo. Il centro racchiude una delle più importanti raccolte di oggetti di cultura materiale del centro Italia, creata con una lunga e costante opera da Don Luigi Pellegrini allo scopo di testimoniare aspetti ormai quasi completamente scomparsi della civiltà rurale della Valle del Serchio e dell'Appennino tosco- emiliano. Nel 1987 è stato generosamente donato all'amministrazione provinciale di Lucca, che ne ha curato la gestione promuovendone inoltre la valorizzazione e l'attività scientifica. L’area di provenienza degli oggetti comprende in particolare il versante garfagnino. Il materiale esposto, espressione del mondo agricolo-pastorale ed artigiano, copre un arco di tempo che va dall'inizio del XIX secolo ad oggi senza dimenticare che utensili come quelli esposti sono stati di uso comune per secoli. Tali testimonianze di vita e di lavoro del passato, opportunamente restaurate, sono state collocate nelle sale del millenario ospedale. Il percorso espositivo è articolato in 14 sale in cui sono illustrati aspetti del lavoro contadino e pastorale. Sono ricostruiti ambienti della casa rurale oltre che ambiti di lavoro propri delle attività domestiche ed artigiane.
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