Il Tirreno

Lucca

Nomadi, difficile proporre soluzioni alternative

di Nadia Davini
Nomadi, difficile proporre soluzioni alternative

Le forze che contestano le scelte della giunta non hanno progetti diversi L’ex sindaco Fazzi: «Spazi per i rom in ogni zona del territorio comunale»

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LUCCA. Facile criticare e contestare, meno proporre soluzioni alternative. Accade così anche per la questione nomadi: chi censura le scelte dell’amministrazione comunale, non ha in realtà progetti difersi, nero subianco, da mettere in atto. E spesso dimentica anche quello che ha saputo fare (meglio sarebbe dire “non” fare, quando è stato forza di maggioranza al governo della città).

Qualche sforzo propositivo in più arriva dall’ex sindaco Pietro Fazzi, che a suo tempo aveva proposto di spostare a piccoli gruppi i nomadi in tutte le zone del Comune. Cosa dice oggi l’ex sindaco: «Perché i comuni limitrofi non aiutano Lucca a risolvere la questione nomadi? Magari accogliendo essi stessi alcune famiglie? Sarebbe un bel gesto di solidarietà». Fazzi, attuale capogruppo della lista Liberi e Responsabili, si riferisce a comuni come Capannori, Porcari, Borgo a Mozzano, Montecarlo e Bagni di Lucca.

Ma, al di là di questo, è pur vero che rom e sinti vivono da decenni sul territorio comunale, trovandosi, a periodi regolari, al centro del dibattito politico. E se è vero che il problema, così come è stato ribadito in consiglio comunale, delle condizioni di vita, della sistemazione e dell'inclusione esiste, è anche vero che ancora non è stato risolto. «Interpreto il progetto di via Brunero Paoli – continua Fazzi – come una boutade, una provocazione della giunta. L'amministrazione se ne esce, di punto in bianco, con un progetto che, ad oggi, è impossibile capire e definire. Chi è il beneficiario? Qual è la reale opportunità di creare una struttura del genere?Le proposte vanno concordate con gli interessati, anche per capire cosa sia meglio fare – spiega –. Sono stato a Palazzo Orsetti per otto anni e non li ho spostati, motivo per cui non voglio accusare nessuno. Nel piano urbanistico, però, avevo previsto che in ogni Utoe ci fosse uno spazio per accogliere i nomadi. La proposta è ancora lì, ferma: la presentai a Favilla e sarei contento se questa amministrazione la prendesse in considerazione». Ma Fazzi non le manda a dire neanche ai suoi colleghi degli altri gruppi di opposizione. «Non condivido la posizione di chi dice che quelle persone vanno spostate perché prioritario è riqualificare l'area e abbellire il Parco fluviale: non è da città civile mettere davanti o in contrapposizione il turismo con l'accoglienza».

Parere, invece, sostenuto con forza da Marco Martinelli, capogruppo di Forza Italia. Secondo cui gli abitanti del campo nomadi vanno spostati, magari in una zona meno vicina alle Mura e in un'area di sosta temporanea, dove siano stabiliti i requisiti di accesso e i tempi di permanenza.

Idea, quest'ultima, che trova eco anche nelle parole della consigliera del Movimento 5 Stelle, Daniela Rosellini.

«Bisogna chiarire la natura dell'area di sosta: è temporanea o definitiva? Se è temporanea è opportuno fissare criteri, termini e tempi. Inoltre il campo di via delle Tagliate nasce in una zona destinata a verde e dunque, lì come nelle altre aree della città dove si verifica una situazione simile, bisogna ripristinare le regole e sconfiggere l'abusivismo. Come Movimento pensiamo che questo sia un argomento di distrazione di massa: importante, ma secondario rispetto alle tematiche che tracceranno il futuro della città. Una su tutte, il piano strutturale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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