Il Tirreno

Lucca

NOVANTENNE A GIUDIZIO

Falso divorzio per avere l’eredità

Anziana simula l’atto decisa ad escludere la nuora sudamericana

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LUCCA. Il figlio muore in Sudamerica dove si era trasferito da tempo sposandosi con una donna del posto e la madre novantenne escogita uno stratagemma per evitare che la nuora possa impossessarsi dell’eredità. Attraverso un conoscente che vive nello stesso paese del figlio deceduto e che ha rapporti con le autorità locali fa predisporre un falso atto di divorzio da produrre all’ambasciata italiana che a sua volta le trasmette all’ufficio di stato civile di un comune della Garfagnana dove era nato il de cuius e dove vive l’anziana madre. In questo modo nel giugno 2011 ottiene la trascrizione dell’inesistente sentenza di divorzio del figlio dalla legittima consorte sudamericana. Un modo per escluderla dell’eredità. La vicenda viene scoperta dalla trentacinquenne moglie sudamericana, nel frattempo trasferitasi in Liguria dai parenti, che si rivolge a un legale e denuncia la falsificazione del documento recandosi in procura. Parte lesa nel procedimento penale - oltre alla vedova che non si è mai separata dal coniuge - anche l’ufficiale di stato civile.

Il sostituto procuratore Fabio Origlio ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di falsità ideologica e materiale in atto pubblico sia la pensionata che tra due giorni compirà 90 anni ritenuta l’ideatrice del falso divorzio sia un sessantacinquenne che vive nello stesso paese del Sudamerica dove abitava il figlio e che materialmente aveva predisposto i documenti falsi che asserivano - con tanto di numero di registro - l’avvenuto divorzio nel 2009.

Luca Tronchetti

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