Il Tirreno

Lucca

«Abbandonata la piazzetta dell’arte»

di Rossella Lucchesi

Finito il sostegno del Comune, gli organizzatori sono costretti a chiudere. Duro colpo alla zona di piazza dell’Arancio

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LUCCA. «Abbiamo tirato la corda fino ad oggi, fiduciosi in un miracolo che ci consentisse di portare avanti un progetto partito 29 anni fa e che adesso si sta sgretolando sotto il peso della crisi, ma soprattutto a causa del disinteresse di chi invece dovrebbe considerarlo un eccellente biglietto da visita per la città che rischia di restare orfana di uno degli appuntamenti che hanno contribuito al suo prestigio».

E’ un fiume in piena la pittrice Gabry Angeli, fondatrice insieme a un gruppo di colleghi, nel 1985, della Piazzetta dell’Arte, la mostra di pittura che si tiene ogni terzo fine settimana del mese, in concomitanza con il mercatino dell’antiquariato, in piazza dell’Arancio, a pochi passi dalla Torre delle Ore.

E che fino a qualche tempo fa si estendeva nei suggestivi spazi adiacenti, formando una piccola “cittadella dell’arte”, molto frequentata.

«Purtroppo – prosegue – oggi non abbiamo fondi sufficienti per sostenere l’attività che col tempo si è assottigliata con la “fuga” di numerosi artisti, forse più insoddisfatti per la trascuratezza in cui versa la manifestazione».

Per gli organizzatori sarebbero sufficienti poco più di 5mila euro l’anno per continuare.

«Una cifra contenuta che però per noi potrebbe significare il proseguimento di un progetto altrimenti destinato a morire» aggiunge Angeli, ricordando che per alcuni anni è stato sostenuto economicamente dal Comune, con il coordinamento e il supporto logistico dell’Ascom».

Improvvisamente tutto è scomparso, con disappunto del comitato promotore e degli artisti che invece ambirebbero a far crescere la manifestazione, magari con l’ausilio di eventi collaterali legati alla cultura.

«La nostra, prosegue, non è un’iniziativa di serie B e non comprendiamo il motivo di tanta disattenzione da parte degli amministratori che finora hanno fatto orecchie da mercanti anche alla richiesta di maggiore illuminazione. Abbiamo persino provato con lumini collocati vicino ai quadri, ma siamo stati invitati a staccarli. Così ci vediamo costretti a togliere i quadri anzitempo, pagando comunque senza sconti il suolo pubblico».

Questo mese la mostra non si svolgerà ma, prima di mollare la presa, gli organizzatori hanno fatto un altro tentativo, inviando una richiesta al sindaco e all’assessore alla cultura del Comune e ai responsabili di Ascom.

Che al momento non ha avuto alcun riscontro.

«Faremo un tentativo anche con la fondazione Cassa di Risparmio che sappiamo essere molto sensibile al mondo dell’arte e della cultura - conclude Angeli – e nel frattempo ci appelliamo anche ai privati, sperando di riuscire a far sopravvivere un appuntamento che, almeno una volta al mese, anima uno degli angoli più belli della città purtroppo sempre più in stato di abbandono, come testimonia il vicolo San Carlo, triste fotografia di uno degli spazi più suggestivi della città, un tempo pieno di negozi che piano piano hanno abbassato le saracinesche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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