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«I nuovi alloggi? Per tutti gli emarginati»

«I nuovi alloggi? Per tutti gli emarginati»

L’assessore Sichi ribadisce: «Sbaglia chi dice che sono per i nomadi. Hanno diritto tutte le persone in difficoltà»

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LUCCA. Il progetto di recupero dell'immobile di via Brunero Paoli, se finanziato dalla Regione, sarà destinato a tutti coloro che vivono in una situazione di emergenza abitativa. Italiani, immigrati, rom e sinti: senza distinzione e utilizzando come unico punto di riferimento i requisiti previsti dalla legge. Lo ribadisce l'assessore Antonio Sichi e lo scrive anche la Regione Toscana nel provvedimento relativo ai fondi del Programma Operativo Regionale (Por) Asse V dal titolo “Interventi pilota in materia di edilizia abitativa a favore di comunità emarginate”, pubblicato ad ottobre sul sito della Regione.

«Lo ribadisco – sottolinea Sichi – questo progetto di recupero dell'immobile abbandonato in via Brunero Paoli non c'entra niente con l'ipotesi delle cosiddette casette di legno di cui si è parlato in queste settimane.

«Il bando della Regione Toscana al quale abbiamo presentato il progetto di recupero e riconversione dell'ex carrozzeria in via Brunero Paoli parla chiaro: si rivolge espressamente alle comunità emarginate e non si riferisce in modo esclusivo ai nomadi».

Comunità emarginate, quindi?

«Quindi, come recita il provvedimento regionale – risponde Sichi - tutti coloro che vivono in una situazione di disagio e di emergenza abitativa. Cioè: oltre ai rom e ai sinti che vivono in uno stato di degrado al campo nomadi, ci sono gli italiani che dormono in macchina; le famiglie di immigrati e di italiani dove, ad esempio, la moglie con i figli piccoli è stata accolta nelle comunità femminili presenti sul territorio, mentre il marito mangia alla mensa della Caritas e dorme alla Croce Verde.

«O ancora chi vive in camper, perché non ce la fa più a pagare il mutuo o l'affitto di casa e si sposta da una piazzola all'altra e non sa come arrivare alla fine del mese. Chi pensa che al campo di via delle Tagliate ci vivano solo i rom romeni e i sinti, si sbaglia. Ci sono anche famiglie lucchesi che hanno perso la casa».

Facciamo un passo indietro. Il comune di Lucca ha presentato un progetto, a primavera 2013, per riqualificare l'ex carrozzeria di via Brunero Paoli. Un rudere, di proprietà comunale, che sta cadendo a pezzi, all'interno del quale l'amministrazione vorrebbe realizzare cinque, sei, al massimo sette, appartamenti per rispondere all'emergenza abitativa.

«Nell'emergenza abitativa – continua Sichi – si trovano anche i nomadi. Ma, come ho detto prima, non solo loro. Si tratterebbe comunque di alloggi transitori, nei quali le persone vivono in attesa di accedere alle case popolari. È previsto il pagamento di un canone sociale, secondo le stesse modalità e i medesimi criteri stabiliti anche dalla legge che disciplina l'assegnazione delle case popolari».

Ma allora chi dice che quegli 800mila euro previsti per il progetto casette sono destinati, e vincolati, solo a progetti di inclusione per rom e sinti?

«Dice una cosa sbagliata – conclude l'assessore –. Lo affermo ancora una volta in modo categorico. Ma basta leggere correttamente i documenti pubblicati dalla Regione per capire: quei soldi sono destinati a progetti che intervengono a favore delle comunità emarginate. Chiunque esse siano. A quanto pare, comunque, non arriveranno a Lucca 800mila euro, ma dovremmo riuscire a realizzare l'intervento in via Brunero Paoli con meno fondi».

E i nomadi?

«Questa è un'altra storia che abbiamo affrontato in consiglio comunale».

A questo punto è inevitabile che il dibattito si sposti sulla destinazione dell'immobile di via Brunero Paoli. E qui le opinioni in campo saranno sicuramente diverse, trattandosi non solo di una questione sociale, ma anche urbanistica, legata alla visione complessiva dell'assetto del centro storico.

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