La manifestazione
Quando il Sor Giacomo suonava e componeva a Bagni di Lucca
La cittadina termale era una delle mete preferite del Maestro, che non disdegnava di riservare attenzione le bellezze del luogo. Qui scrisse parti della Fanciulla del West e della Turandot
LUCCA. Non solo la casa natale di Corte S. Lorenzo, o quelle di Celle, di Torre del Lago e di Viareggio. Sono tante, in tutto il territorio della provincia, le residenze e i luoghi della vita di Giacomo Puccini che potrebbero attirare stuoli di melomani appassionati della musica del Maestro e curiosi, desiderosi di conoscerne meglio la vita, le passioni, gli interessi, le relazioni anche fuori del mondo della lirica. Da oggi cominciamo a presentarli, nell’intento di dare anche uno spunto per nuove iniziative che organizzino, valorizzino e promuovano percorsi capaci di attrarre un gran numero di visitatori. Sotto questo profilo, come vediamo nella pagina a fianco, ci sono interessanti iniziative che sembrano preludere ad un più stretto coinvolgimento di Bagni di Lucca. Sì, perché nella cittadina termale il sor Giacomo era davvero di casa, come scrivono diversi autori che citano testimonianze, fatti e luoghi.
Dovrebbe interessare agli ammiratori del Maestro sapere - come scrive nei suoi libri su Bagni di Lucca il prof. Bruno Cherubini - che Puccini, poco più che ragazzo, andava a suonare in una orchestra da ballo che si esibiva al Teatro Accademico alla Villa, al Casinò e alla Sala Ducci a Ponte a Serraglio. Era un modo per raggranellare un po’ di soldi, tema sempre caro al compositore, da buon lucchese, il quale anche a Bagni di Lucca non perse occasione per dare esempio del suo carattere focoso. Suoi apprezzamenti al pubblico mentre suonava e attenzioni a belle ragazze del luogo, poco gradite agli spasimanti locali, sono ricordati. In una pubblicazione su Puccini a Bagni di Lucca, il prof. Marcello Cherubini, presidente della Fondazione De Montaigne, cita ad esempio una ragazza considerata tra le più belle del paese, Elena Lena, che si sarebbe vantata di aver ballato col giovane Giacomo alla sala Ducci. In età più matura, Puccini frequentò poi Bagni di Lucca, tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento, già famoso, soggiornando all’Albergo Corona, poi a quello delle Terme ai Bagni Caldi, e al Continentale. E, più tardi, al Victoria. Al Continentale il Maestro lavorò al secondo atto della “Fanciulla del West” utilizzando un vecchio pianoforte e ispirandosi al suono di un carillon, ascoltato nella casa dei baroni Fassini, per il corale che chiude il secondo atto dell’opera. Altro luogo frequentato nella città termale da Puccini, in anni successivi, è l’albergoRegina, alla Villa, dove lavorò anche alla “Turandot”. Ci sono anche locali pubblici tuttora famosi tra i luoghi cari al Maestro: su tutti il Caffé Del Sonno e il Circolo dei Forestieri.
La presenza a Bagni di Lucca, dove si fermava anche quando andava a ritemprarsi all’Abetone, portò il sor Giacomo ad allacciare rapporti con tante persone, tra cui i componenti della famiglia Betti, avi dell’attuale sindaco, Massimo. Certamente amico di Puccini fu infatti il farmacista Adelson Betti, che chiese al compositore un brano da suonare nella chiesa. Come si legge nel sito della Fondazione del Festival Pucciniano, Puccini compose una “Vexila Regis” poi eseguita con lo stesso Betti come organista e maestro del coro. A Bagni il compositore avrebbe volentieri preso una villetta in un luogo tranquillo dove poter lavorare, ma non riuscì a trovare quello che voleva, decidendo alla fine di optare per una residenza al Castellaccio di Pescia, come ricorda sempre Cherubini, per comporre il terzo e quarto atto della Bohéme. Ancora oggi, nella cittadina termale c’è chi ha sentito raccontare, tra l’altro, le scorribande in auto dello spericolato Puccini.
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