Il Tirreno

Lucca

«Case per l’emergenza non alloggi per nomadi»

di Nadia Davini
«Case per l’emergenza non alloggi per nomadi»

L’assessore Sichi nega che il recupero in via Brunero Paoli sia destinato a nuovi appartamenti per rom. «Saranno sistemazioni di transito per chi ha diritto»

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LUCCA. «Non è un progetto alternativo a quello delle cosiddette casette per i nomadi».

A dirlo è l'assessore Antonio Sichi (anche lui presente in Regione nei giorni scorsi con il responsabile della Fondazione Casa) che prende la parola riguardo al progetto di riqualificazione e di ristrutturazione del rudere in via Brunero Paoli.

Nel quale dovrebbero essere costruiti cinque, sei appartamenti di transito per chi si trova in una situazione di emergenza abitativa.

«Si tratta di una costruzione fatiscente - spiega - dove c'era una carrozzeria; ora c'è un immobile, di proprietà del Comune, che cade a pezzi, il cui muro esterno rischia di fare la stessa fine di quello di Villa Bottini.

«Ecco che come amministrazione abbiamo pensato di presentare un progetto alla Regione per riqualificare l'area e riconvertire gli spazi in appartamenti, per rispondere all'emergenza abitativa che affligge anche la nostra città».

Il progetto, presentato nella primavera scorsa, aveva ottenuto il parere positivo dalla Regione Toscana, ma non i finanziamenti.

Così era finito al secondo posto della lista dei progetti esclusi, in attesa di un ripescaggio non appena si fossero sbloccati i fondi necessari. «Era un progetto di co-housing - continua Sichi - considerato tra i migliori tra quelli presentati grazie a due fattori principali: il primo riguarda la volontà di ristrutturare l'immobile seguendo i canoni della sostenibilità energetica e della bio-edilizia; il secondo, invece, riguarda l'aspetto conservativo. Il nostro progetto, infatti, prevede il recupero di un immobile del centro storico, mantenendo l'esterno così com'è».

E qual è il collegamento con le "casette" per gli abitanti del campo nomadi?

«Non c'è un collegamento - afferma l'assessore -. Dal momento che il progetto casette non verrà realizzato, abbiamo pensato fosse un'assurdità perdere quel finanziamento regionale.

«Così, visto che il piano per la riqualificazione e riconversione dell'ex carrozzeria in via Brunero Paoli era rimasto fuori dai fondi, abbiamo chiesto di ripescarlo. Dalla Regione ci hanno suggerito di modificarlo e di trasformarlo da immobile per co-housing a immobile per 5/6 appartamenti singoli, indipendenti.

«In questo modo, tra l'altro, oltre a rispondere in modo concreto alle necessità della città, andiamo ad aumentare anche il valore patrimoniale del comune.

«Saranno alloggi di transito per chi si trova in emergenza abitativa».

Case per rom e sinti, dunque?

"Case di transito per chi si trova in emergenza abitativa, chiunque esso sia - insiste Sichi -. Lucca ci sono 661 persone che hanno fatto domanda per le case popolari. E tra queste ci sono anche i nomadi, con buoni punteggi, insieme al disoccupato che ha perso tutto e ora dorme alla Croce Verde.

«Se le persone hanno i requisiti per richiedere e ottenere una casa popolare, noi, per legge, non possiamo negargliela. Tanto meno potremmo autorizzare un diniego per ragioni di provenienza, di etnia o di nascita».

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