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Lucca

Speranze deluse, si paga la sovrattassa

Speranze deluse, si paga la sovrattassa

Le famiglie non residenti a Gallicano devono dare da 90 a 150 euro (dilazionabili) per usufruire della mensa scolastica

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GALLICANO. Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate. Entro il 28 febbraio i genitori non residenti a Gallicano che portano i loro figli negli istituti della cittadina del Palio dovranno pagare da 90 a 150 euro come conguaglio o sovrattassa che dir si voglia, per usufruire del servizio mensa. Saranno in 167 a dover versare questo tributo nelle casse comunali e istituito ufficialmente il 20 agosto dalla giunta di Palazzo Bertini. La tanto temuta lettera è arrivata a destinazione di tutte le famiglie, che hanno ritirato la comunicazione nelle scuole interessate. Ed ora, non resta che pagare. Gli utenti di Barga che hanno i bambini alla materna di via Serchio hanno segnalato la notizia, inoltrando una lettera che, oltre ad essere una comunicazione di servizio, ha come incipit anche una sorta di giustificazione e scarico di responsabilità: “Con la presente si comunica che il Comune di … non ha aderito al protocollo d’intesa per il servizio mensa 2013/2014”.

Quindi, ricapitolando, i non residenti iscritti nei plessi scolastici comunali pagheranno 150 euro l’anno per le materne ed elementari, e 90 euro se frequentanti le medie. Nessuna marcia indietro da parte del Comune di Gallicano, nessuna proposta da parte delle amministrazioni interessate, che dopo la Conferenza dei sindaci per l’Istruzione dello scorso ottobre a Barga si sono disinteressate o defilate. Però,per lo meno l’esecutivo presieduto da Maria Stella Adami è stato di parola: chiunque ne farà richiesta potrà pagare in massimo di dieci rate mensili costanti. Per chi sceglie la soluzione frazionata, la prima rata da versare all’Ufficio Scuola scade il 31 gennaio. Il balletto è finito, perché la “guerra fredda” sulle due sponde del Serchio tra Gallicano e Barga (il maggior fornitore di studenti con 88 iscritti, seppure come affermano con orgoglio, cambiando la forma ma non la sostanza da Palazzo Pancrazi, molti sono “datati” e quindi le nuove iscrizioni e i trasferimenti sarebbero molto meno) si è chiusa senza spargimenti di soldi pubblici, mietendo solo vittime tra le famiglie, caricate di questa maggiorazione. Gli unici enti che hanno aderito al protocollo di intesa indetto dal Comune di Gallicano, ossia che i genitori sarebbero stati esonerati dal pagamento se i Comuni di residenza si fossero accollati il costo del servizio, sono stati Vergemoli e Fabbriche di Vallico (ora una cosa sola) e Molazzana limitatamente per gli studenti delle medie.

Rabbia e rassegnazione da parte dei genitori, lasciano spazio al fatalismo di aver provato in tutti i modi a sbrogliare una matassa in mano ad altri. Stante l’inerzia delle trattative e soprattutto la presa di posizione dei Comuni di non voler finanziare i buoni pasto, da Gallicano sono partite le lettere tanto temute: «Ci siamo mossi ora perché volevamo aspettare cenni da parte degli altri sindaci o amministratori – affermano da Palazzo Bertini -. Alcuni Comuni non ci hanno neanche risposto a livello ufficiale, e visto che non arrivavano le reazioni, abbiamo deciso di partire per garantire il pagamento a rate. Infatti, confermando che è possibile pagare in maniera frazionata, bisognava far presto per non arrivare magari nell’anno successivo. L’atto della giunta, essendo stato stabilito prima dell’approvazione del bilancio e quindi parte integrante di questo, è diventato esecutivo con l’approvazione dell’intero documento da parte del consiglio».

Quindi, mano al portafogli e poi si vedrà. Ma la patata bollente, dopo questo precedente potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per tutti. Infatti, Gallicano rischierebbe teoricamente che molti dei 167 studenti residenti a Barga e negli altri Comuni tornino a frequentare le scuole del loro territorio, svuotando le strutture gallicanesi, con tutte le conseguenze del caso. «Per evitare nuovi inconvenienti – affermano dalla giunta – e informare le famiglie per dare modo di decidere il futuro, stiamo studiando cosa fare per il prossimo anno scolastico. Entro febbraio decideremo, in modo che tutti possano decidere per tempo sull’iscrizione».

Le ipotesi sono due: applicare una differenziazione di prezzo su ogni singolo pasto a seconda se il fruitore sia indigeno o meno (a rischio di far pagare il prezzo pieno ai fuorisede), oppure rimettere ancora questa sovrattassa unica, studiando il piano delle rateizzazioni per andare incontro alle varie esigenze. Nel primo caso si pagherebbe molto di più.

Nicola Bellanova

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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