La manifestazione
Snai, multa ridotta a 5mila euro
In primo grado la società era stata condannata a pagare 159 milioni
LUCCA. La maxi multa da 159 milioni - un vero e proprio incubo per la principale società di scommesse italiana - svanisce dopo una lunga battaglia legale e alla fine la pena pecuniaria che dovrà sborsare la Snai ammonta a 5mila euro. La terza sezione centrale d’Appello della Corte dei Conti cancella la super multa che la sezione giurisdizionale del Lazio aveva assegnato alla Snai spa con sede legale a Porcari per il ritardato deposito dei conti giudiziali relativi agli esercizi 2004-2005 e successivi sino alla durata della concessione (2008) degli introiti derivanti della gestione telematica del gioco lecito di cui alla concessione di affidamento stipulata con l’amministrazione dei Monopoli di Stato. In buona sostanza per aver depositato in ritardo i conti - visto che la Snai agiva come agente contabile del ministero dell’Economia - la Corte dei Conti del Lazio l’aveva condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria pari a 73 milioni e 957mila euro per gli anni 2004-2005 e 85 milioni e 204mila euro per l’ano 2006 e gli anni 2007 sino allo scadere della concessione. Cifre da capogiro che erano riferite alla metà esatta della remunerazione dell’agente contabile per gli anni di riferimento. Cosa era accaduto? La Snai - concessionario per i Monopoli di Stato della licenza di giochi e scommesse - avrebbe dovuto compilare i dati contabili dell’attività e presentarli alla Corte dei Conti anche se l’amministrazione dei Monopoli aveva la disponibilità degli stessi. Sulla questione la Snai si costituiva in giudizio nell’aprile del 2009 contestando la qualità di agente contabile. Un mese dopo scadeva il termine assegnato al rendiconto senza che la società di Porcari avesse provveduto al deposito dei conti. Dopo che la procura regionale della Corte dei Conti depositava un atto di citazione nel settembre 2010 la Snai provvedeva al deposito dei conti sotto forma di documentazione contabile soddisfacendo i Monopoli. Ma la procura e la Corte dei Conti erano di diverso avviso e comminavano le maxi multe. L’Appello invece ha accolto la rideterminazione dell’entità pecuniaria condannando la Snai a una multa di 5mila euro complessive più 192 di spese.
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