Sicurezza
Summer Festival snobbato, «sono pronto a chiuderlo»
Il promoter Mimmo D'Alessandro è furibondo per lo sfratto della biglietteria dalla piazza del Giglio e per non essere mai stato contattato dal nuovo assessore. «Salvo solo Tambellini»
LUCCA. Prima lo sfratto pressoché immediato della biglietteria del Summer festival dagli spazi del Comune in piazza del Giglio, poi il silenzio totale da parte dell’amministrazione. Non una parola, non una telefonata. Mimmo D’Alessandro, patron del Summer Festival, non nasconde il disappunto. Si sente offeso dal trattamento ricevuto. Si prende (e concede) ancora qualche giorno per riflettere sul destino del suo festival, anima - da sedici anni a questa parte - dell’estate lucchese. «Se questa manifestazione non è più desiderata allora la farò morire, non la trasferirò altrove». Risoluto davvero.
Tutto è cominciato con l’allontanamento forzato della biglietteria del festival dagli spazi ex farmacia comunale, ex Informagiovani, oggi Casa della Città, luogo dove il Comune vuole comunicare ai cittadini fase per fase il nuovo piano strutturale in itinere.
«A dicembre, quando dovevano ancora svolgersi i concerti gospel del Winter festival sono stato contattato da un dirigente del Comune. Mi ha detto che dovevamo andarcene, e subito. Trovo offensivo un comportamento del genere. A che serve oggi quello spazio? Se è stato solo uno sfizio di qualche amministratore, trovo tutto quanto veramente aberrante. È come se avessero tolto al festival piazza Napoleone. Chi ha deciso questa azione non ha capito assolutamente cos’è il festival per la città. A fine gennaio, al mio ritorno da Los Angeles, mi recherò in Comune per chiedere cosa si vuole fare. Non mi servono altri spazi, solo quello è strategico per il festival. Questa non è una minaccia: farò i miei passi come sempre, con serenità ed educazione».
Un episodio che le ha fatto male, le sue parole non lasciano adito a dubbi.
«Il problema è che faccio una cosa solo se riesco a farla bene, con amore e passione. Altrimenti me ne starei zitto e per il prossimo Summer metterei insieme un programma di basso profilo, con artisti di secondo piano. Piuttosto lo faccio finire. Se quegli spazi non mi saranno restituiti fra maggio e giugno, deciderò cosa fare».
Il suo “silenzio” sul programma del Summer 2014, del quale ancora non si conoscono date né artisti ospiti, è una risposta al trattamento che le ha usato il Comune?
«Il programma lo annuncerò appena ne avrò voglia. Alcune date ci possono già essere. Ma dato che nessuno se ne occupa, allora sono affari miei».
Dopo lo sfratto della biglietteria non ha avuto più contatti col Comune?
«So che si è insediato un nuovo assessore alla cultura (Alda Fratello, ndr) ma non ho ancora avuto il piacere di conoscerla. Non so che volto abbia e se la incontro non posso nemmeno salutarla. Non capisco come un nuovo assessore non possa pensare, appena nominato, di presentarsi a chi come me porta avanti eventi importanti per la città. Credo che sia l’abc di un amministratore. Mi sento offeso da questo modo di fare. Tanto offeso che non ho ancora riaperto il box-office in via Veneto».
Una protesta in piena regola la sua, fino ad ora muta.
«Sto giocando contro i miei interessi. Non avere comunicato alcuna data del Summer 2014 mi sta facendo perdere molta pubblicità. Ma il mio non è un capriccio, e soprattutto non è un attacco al sindaco Alessandro Tambellini, col quale ho un buonissimo rapporto, straordinario. Tambellini non merita un dispiacere, tantomeno un torto. Il fatto è, purtroppo, che anche se sei il politico o l’amministratore più bravo del mondo ma non hai intorno la squadra giusta, non sei nessuno. Un proverbio dice che “una noce nel sacco non fa rumore”».
L’assessore all’urbanistica Serena Mammini ha detto che la ex biglietteria del Summer era uno spazio sottoutilizzato. Il presidente della commissione urbanistica Lucio Pagliaro ha affermato che se il festival avrà bisogno degli spazi della Casa della Città, per una decina di giorni gli potranno essere messi a disposizione.
«Altre affermazioni che dimostrano quanto non si capisca l’importanza del festival. Quegli spazi sono perfetti per essere destinati al teatro del Giglio, al Summer, ai Comics. Quello che mi era stato detto quando abbiamo firmato l’accordo quinquennale col Comune».
Aria di rottura tra il festival e l’amministrazione?
«Non parlo di rottura. È che sono stanco. Lo dico sul serio. Visto che questa manifestazione si mantiene da sola, o la città la vuole o tolgo il disturbo. Credo che questo anno, la diciassettesima edizione, segnerà una svolta: o il festival rimane oppure no e Lucca si tiene i Comics e basta. E il Summer lo chiudo. Quando Bussoladomani comandava il mondo dello show business succedeva tutto in Versilia, tutti gli artisti più importanti erano lì. Morta Bussoladomani, in Versilia non è andato più nessuno. E così succederebbe per Lucca se il Summer finisse. Quando sfoglio il libro sulla storia del festival mi vengono i brividi. Tutti gli artisti più grandi sono passati da qui. Non si può non rispettare una manifestazione di questo tipo e in una città come Lucca. Come si può pensare di amministrarla comportandosi così... Una cosa mi dispiace: se il mandato di Giorgio Del Ghingaro come sindaco di Capannori non stesse per scadere, una tre-quattro giorni di concerti all’aeroporto di Tassignano la organizzerei volentieri».
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