Sicurezza
Il saldo Imu prima casa va pagato entro venerdì 24
Valerio Amadei, sindaco di Coreglia, spiega perchè non può cancellare il tributo «Il buco di bilancio è di 60mila euro, non basta devolvere i gettoni di presenza»
COREGLIA. L’Imu non può essere cancellata. Lo dice il sindaco di Coreglia Valerio Amadei, rispondendo a quanto proposto dai consiglieri di minoranza "Progetto Comune".
La scadenza per pagare il saldo Imu 2013 dovuto dai proprietari di prima casa è il 24 gennaio. Ragioni di bilancio, oltre al rispetto di procedure di carattere tecnico e di legittimità - spiega Amadei - , non consentono ad oggi di poter intervenire sulla materia e quindi appare del tutto impraticabile e fuorviante, la proposta di ordine del giorno avanzata dal gruppo consiliare di minoranza “Progetto Comune”.
Secondo il sindaco è lodevole la proposta di devolvere i gettoni di presenza dei consiglieri, ma a fronte di un buco di bilancio di oltre 60.000 euro, è ben poca cosa la somma complessiva di circa 1.200 euro pagati ai consiglieri per tutto l'anno 2013.
Il decreto legge 133 del 30 novembre 2013 aveva disposto l'abolizione della rata di saldo dell'Imu 2013 per alcune categorie di immobili, lasciando tuttavia al cittadino l'onere di coprire il 40% della maggiorazione fissata dal Comune rispetto all'aliquota di base del 4 per mille per l'anno 2013, ovvero dello 0,90 per mille. Dopo l'uscita del decreto - spiega Amadei - , fu valutata la possibilità di non far pagare ai cittadini interessati questa imposta. Una possibilità per la verità, del tutto teorica e praticamente impossibile da realizzare in quanto: in primo luogo il decreto legge 133 era del 30 novembre, ovvero nella stessa data in cui il consiglio comunale di Coreglia aveva approvato l'assestamento generale di bilancio, con il quale, faticosamente si erano reperite le risorse necessarie al raggiungimento degli obiettivi prefissati, e non era quindi pensabile trovare in tempi strettissimi ulteriori fondi.
In secondo luogo, per evitare ai cittadini proprietari di prime abitazioni, di pagare il saldo, essendo impossibile inserire per disposizione regolamentare una esenzione non prevista dalla legge, si sarebbe dovuto riportare la relativa aliquota al quattro per mille, trovando quindi la copertura finanziaria per tutto lo 0,90 di maggiorazione a suo tempo stabilita, ovvero per oltre 60.000 euro stimati e non 24.000 euro come ipotizzato dai consiglieri di Progetto Comune. Occorre poi anche considerare gli elementi di incertezza introdotti dal Governo per quanto riguarda il ristoro statale della quota di imposta abolita. Per conoscere tale importo, infatti - conclude Amadei - , bisognerà attendere sino a marzo 2014.
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