Proteste
Colucci: «Puntiamo sul mangiar bene»
LUCCA. Non si placa la polemica sugli sconti nei ristoranti stellati e gourmet. Scrive Francesco Colucci, ex direttore dell’Apt e oggi titolare del ristorante Pio: «La polemica su Chefassieme mi...
LUCCA. Non si placa la polemica sugli sconti nei ristoranti stellati e gourmet. Scrive Francesco Colucci, ex direttore dell’Apt e oggi titolare del ristorante Pio:
«La polemica su Chefassieme mi sembra mal posta in quanto la ristorazione lucchese è a mio parere cosa diversa dai pochi ristoranti presenti. Ristoranti di grande charme e di alti prezzi, che fanno una cucina che una volta si diceva “francese” ed ora gourmet, fusion e chi più ne ha più ne metta. Una cucina in cui la sperimentazione estrema, l’accostamento di sapori arditamente diversi, si accoppia a location molto belle ed importanti dove, oltre alla cucina, si va perché il posto è Vip, fa status. La caratteristica è che fa fine solo “spiluccare” le ardite creazioni dello chef titolato perché “mangiare” fa molto poco chic. Credo che questi posti sono molto belli da frequentare per il pacchetto complessivo che offrono e non certo se si vuole “solo mangiare bene”. Credo che questo tipo di ristorazione sia alla frutta, faceva parte di un mondo e di un modo di pensare che la crisi sta spazzando via. Io credo in una ristorazione diversa, che sappia ritrovare gli stimoli di una cucina importante della tradizione anche con profonde rivisitazioni e innovazioni, ma che abbia alla base il fatto che si va al ristorante per mangiare bene e non solo per farsi vedere. Sono per una scommessa che veda la possibilità di realizzare una cucina importante ma sostanziosa, che valorizzi il prodotto locale e i prodotti di eccellenza in genere, puntando “a fare cucina” e non solo a stupire con accoppiamenti strani, a creare piatti eccellenti a prezzi normali, che abbiamo un rapporto prezzo qualità onesto, misurato sul cibo fornito e non sul “contorno”. Per questo vedo in questa “associazione” il tentativo di ristoranti stellati e gourmet di riciclarsi a prezzi più umani con un contorno di altri ristoranti anche di grande valore culinario che si sentono più importanti solo per poter apparire insieme agli “stellati”. Una iniziativa da rispettare, ma non da condividere da chi crede ad una cucina di eccellenza, con prodotti al top, che valorizzi il cibo al fine di “mangiare” bene e a prezzi onesti, sempre e alla carta e non solo su menù prefissati».
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