Sicurezza
«Strategia e concertazione zero» categorie all’attacco sui musei
Le associazioni dei commercianti non hanno gradito la scelta del Comune di chiudere Muf e Must nei giorni infrasettimanali. E vanno alla carica: è ora di ragionare sul futuro di questi poli culturali
LUCCA. Non è piaciuta alle categorie economiche la decisione unilaterale dell’amministrazione comunale di chiudere nei giorni infrasettimanali (da lunedì a giovedì) nel periodo da gennaio a marzo compresi due musei cittadini, il Muf (museo del fumetto) e il Must (museo sulla storia della città). Non è piaciuta soprattutto per l’assenza di concertazione precedente con le stesse categorie economiche.
«Nessuna categoria è stata sentita prima di fare questa scelta - dice il direttore di Confcommercio Rodolfo Pasquini -. Suppongo che l’amministrazione si sia mossa sulla scorta di quanto è stato verificato negli anni passati, vale a dire il fatto che i turisti, in questo periodo, vengono a Lucca soprattutto il fine settimana. Anche se c’è da dire che qualche turista in giro, anche durante la settimana c’ ancora. Però scelte del genere andrebbero concertate. Come si fa per la tassa di soggiorno è giusto che si operi anche per individuare le azioni sulle aperture dei musei. Mi auguro che in futuro queste scelte siano condivise».
L’amministrazione, attraverso l’assessore alla cultura Alda Fratello, ha spiegato che la chiusura infrasettimanale per i primi tre mesi dell’anno sarà propedeutica a una riorganizzazione di orari, gestione e bigliettazione dei due musei: una rivoluzione che dovrebbe tradursi anche in un rilancio, ma senza un piano preciso, almeno ad oggi.
Quello che più pesa, per il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini, oltre all’assenza di concertazione è la mancanza di una strategia per i due musei. «Al di là dei singoli provvedimenti - dice infatti Emanuele Pasquini - sarebbe importante ragionare in una logica in cui si fa più strategia. Per i servizi culturali in particolare occorre vedere prospettive di lungo periodo. E infatti sui musei cittadini, compreso la casa natale Puccini, le nostre associazioni stanno chiedendo al Comune di definire una strategia».
Il direttore di Confesercenti si sofferma sul Museo del fumetto. «Quale futuro vogliamo prospettargli? - domanda -. Dopo i Comics si doveva ragionare di Lucca città del fumetto e nel contesto il Muf avrebbe un ruolo centrale. Ma su questo tema si fa difficoltà a vedere sinergie tra Comics e musei vari».
Non se la passa meglio il Must, che, dice Emanuele Pasquini, «stenta a trovare un’identità. Il problema è che se un’attrattiva culturale non si traduce in una moltiplicazione di entrate diventa un costo da sopportare. Prima che si entri in un circolo vizioso di costi e tagli, entriamo in una logica di sviluppo. Il Must non è mai stato valorizzato, mai coinvolto in iniziative per renderlo un luogo di attrazione».
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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