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San Luca, incerta la data di apertura
Si ipotizza la fine di marzo ma non c’è ancora l’ufficialità
LUCCA. Resta ancora incerta la data di apertura del nuovo ospedale San Luca a San Filippo. I tempi lunghi necessari per i collaudi della struttura hanno già fatto saltare la prima data, quel 1° febbraio annunciato da tempo dal direttore generale dell’Asl Antonio D’Urso, che subito dopo aver ufficializzato il rinvio dell’apertura inviò una lettera al concessionario chiedendo tempi certi.
«Sono in attesa – sostenne il 19 dicembre D’Urso - di conoscere la data, che ci deve essere comunicata dal concessionario, in cui tali collaudi saranno ultimati e quindi il San Luca potrà essere attivato. Mi rendo conto dei disagi che questa scelta comporta per i cittadini e per il personale, come è altrettanto evidente l'importanza di mettere in esercizio la nuova struttura in condizioni di piena sicurezza. Il responsabile della task force per il trasferimento nel nuovo ospedale, dottor Lisandro Fava, sta già riorganizzando il programma delle complesse e delicate operazioni in corso».
Quella data però ancora non c’è, o comunque non è stata precisata. Ovvio che si voglia procedere con i piedi di piombo, dopo la prima esperienza. Ovvio che non si possa fare un’altra brutta figura e che non si possa mettere in difficoltà la complessa macchina organizzativa che sovrintende al trasferimento dell’ospedale. C’è bisogno di una data certa e al momento si lavora su alcune ipotesi, quelle relative agli ultimi due fine settimana di marzo. Ma l’ufficialità ancora manca.
«Il concessionario per ora non ci ha risposto in maniera esauriente - dice il direttore D’Urso - e mi accingo a inviare un’altra lettera. I collaudi termineranno il 28 febbraio, poi ci sono i tempi degli allestimenti e della messa a punto delle macchine. Mi auguro di poter aprire l’ospedale a fine marzo».
Il rinvio dell’apertura ha infatti comportato pesanti ripercussioni sull’azienda. Non solo perchè si è dovuto fermare una macchina gigantesca che ormai era in movimento, ma anche perchè è stato necessario rivedere e riprogrammare molte attività, a partire da quella più delicata delle sale operatorie, per arrivare a tutti gli appuntamenti che erano stati rilasciati dal Cup, il Centro unico prenotazioni, per visite ed esami, con migliaia di cittadini che è stato necessario ricontattare per fissare nuove dati e nuovi luoghi per gli esami.
Ci sono i macchinari pesanti in fase di trasferimento che devono restare fermi più a lungo del previsto con la conseguenza che per determinati esami, quelli più costosi, i pazienti devono essere indirizzati ad altre strutture sanitarie.
C’era un piano che prevedeva il supporto delle case di cura private in termini di posti letto per favorire lo svuotamento del Campo di Marte e limitare al massimo il numero dei malati da trasferire che è stato necessariamente rivisto.
Ma ricadute ci sono state anche sul personale, con le ferie che erano state bloccate e che poi sono state consentite, nell’attesa proprio di capire in quale periodo andrà a cadere il trasferimento dei pazienti, con tutte le relative conseguenze.
Ci sono comunque anche degli aspetti positivi (pochi) legati allo slittamento. Lo spostamento di data, prevedibilmente intorno ai due mesi, vedrà effettuare le operazioni in giornate che dovrebbero essere meno fredde dal punto di vista climatico, probabilmente con la scia influenzale in fase di esaurimento e quindi con un numero limitato di ricoveri per patologie croniche legate proprio ai virus della stagione invernale e quindi di malati da spostare.
Una volta risolti i problemi, terminati i collaudi e ottenuto le garanzie sulla piena funzionalità della nuova struttura, la direzione dell’Asl potrà quindi dare il via libera all’operazione San Luca. Fissando due nuove date: quella dell’inaugurazione dell’ospedale di San Filippo (originariamente prevista per sabato 18 gennaio) e quella dell’effettiva entrata in funzione del complesso, con il trasferimento di personale e malati dal Campo di Marte.
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