Finanza
Pendolari in rivolta «Con il nuovo orario a rischio il bonus»
L’allarme riguarda i tempi di percorrenza dei convogli E ieri è stata un’altra giornata di ritardi oltre l’ora
VALLE DEL SERCHIO. Un sospetto. Ma che - secondo i pendolari - ha più di una ragione per stare in piedi: i nuovi orari di Trenitalia per le tratte regionali, entrati in vigore pochi giorni fa, potrebbero contenere un “trucco” per abbassare la possibilità di dover “staccare” il bonus per i ritardi. A partire dalla linea per Firenze che, comunque, è assai utilizzata anche da rriva dalla Mediavalle e deve poi raggiungere il capoluogo.
A lanciare il sasso nello stagno è il gruppo Facebook “Pendolari reporter” che spiega esempi alla mano cosa starebbe accadendo. «I treni incriminati - spiegano i pendolari - sono i treni lenti che da Firenze raggiungono Lucca. Confrontando il vecchio orario e quello nuovo si nota una cosa strana. Infatti se prima da Pistoia a Lucca si impiegava 1 ora e 4 minuti, oggi ce ne vogliono 3 in più».
Una differenza che potrebbe essere di poco conto. Non fosse che il determinarsi dell’indice di affidabilità della linea e, quindi, del bonus da staccare o meno a favore dei pendolari (il 20% sul costo dell’abbonamento) dipende proprio dai minuti. La formula per calcolare l’indice, infatti, è una frazione che ha al denominatore i minuti complessivi dei ritardi maggiori di 5 minuti (escluse le cause di forza maggiore) sommati ai minuti di soppressione; al denominatore, invece, abbiamo i minuti programmati (cioè la somma del periodo di corsa dei treni) ai quali vengono sottratti i minuti soppressi per forza maggiore. Se, alla fine, il calcolo porta a un valore superiore a quattro, chi frequenta quella linea matura il diritto al bonus.
La paura dei pendolari è che, diminuendo i valori al numeratore, riducendo di fatto i minuti di ritardo allungando il tempo di percorrenza programmato del treno, si possa scendere sotto la soglia necessaria per il bonus. Un dubbio che viene corroborato anche da un’altra osservazione del gruppo dei pendolari: certi aspetti del nuovo orario sembrano irragionevoli, come i 12 minuti previsti perché il regionale 3046 (fra gli altri) percorra la tratta tra Tassignano e Lucca, contro i sei del precedente orario e, comunque, senza incroci da attendere in stazione.
La giornata di ieri, intanto, è stata l’ennesima caratterizzata da difficoltà e da ritardi che hanno toccato l’ora: in particolare, questa volta alla base dei problemi c’è stato il malfunzionamento di un passaggio a livello fra Pisa e Lucca che - ovviamente - ha portato a una serie di ritardi a catena. Tutto ben sintetizzato da Nicoletta Fontanini, una pendolare che le comunicazioni del ritardo dal treno delle 14.10 da Lucca per la Garfagnana sono iniziate con l’annuncio di 10 minuti, poi 20, 35 e 50. «Alla fine siamo arrivati a un’ora e 20. Ma perché non viene data la possibilità ai pendolari di prendere un pullman od organizzarsi in un’altra maniera per arrivare a destinazione? Prendo il treno da 30 anni e sinceramente la situazione è andata sempre degenerando: il costo dell’abbonamento non l’ho mai visto diminuire di un solo centesimo, mentre il servizio è peggiorato in maniera indescrivibile. Un minimo di impegno, siamo italiani anche noi, non solo gli utilizzatori di Freccia bianca o rossa!».
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