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Ambulatorio pediatrico, oltre 1000 mi piace

Ambulatorio pediatrico, oltre 1000 mi piace

Boom della pagina Facebook mentre un medico dice: «Tempi lunghi per i troppi accessi non urgenti»

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LUCCA. Mille “mi piace” per riaprire l’ambulatorio pediatrico all’ospedale Campo di Marte. La pagina Facebook creata da Emilio Bertoncini su questo tema in meno di 10 giorni ha superato il traguardo delle mille adesioni. Che era l’obiettivo che Bertoncini si era posto, nel momento in cui ha deciso di assumere questa iniziativa, come punto di partenza per arrivare a raccogliere un congruo numero di firme sotto un documento da inviare all’Asl 2. La pagina ha centrato il suo scopo, dopo che già il nostro giornale aveva dedicato numerosi servizi a questo argomento.

E ha sollevato il dibattito, con tante mamme e papà che hanno raccontato le loro esperienze e anche con una pediatra, la dottoressa Catia Pucci, che con un post senza peli sulla lingua ha sollevato tante reazioni. «Ho lavorato per molti anni all'ambulatorio pediatrico dal l'apertura fino alla chiusura – dice la dottoressa Pucci - e ho notato che il 99 per cento degli accessi erano per banalità che potevano benissimo aspettare il lunedì. Inoltre vi accedevano maree di persone che ritenevano più comodo venire di sabato o di domenica per non perdere ore lavorative. Allora si alla guardia pediatrica ma riformata. Primo tutela assicurativa ai medici che ci lavorano che sono sottoposti a grossi rischi (avendo a che fare con pazienti che non conoscono). Secondo, attrezzatura migliore nell'ambulatorio (non avevamo neppure i tamponi faringei che io spesso come altri miei colleghi ci portavamo da casa a nostre spese). Terzo, un triage che regola l 'accesso come fanno al Meyer . Quarto (e qui so che scatenerò un putiferio) pagamento di un ticket di 30-40 euro a tutti quelli che arrivano con patologie rimandabili tipo bugliorini vari in pieno benessere, tosse senza febbre in bambini che saltano e corrono e quindi stanno bene, febbre a 38 da un’ora, dermatiti croniche già in trattamento, eritemi da pannolino , mal di gola in ragazzi grandi senza febbre, il raffreddore. Tutti casi documentati».

In effetti la pediatra mette il dito sulla piaga, che però non riguarda solo l’ambulatorio pediatrico ma un po’ tutta l’assistenza sanitaria: ovvero quella dell’appropriatezza, che è soprattutto prescrittiva e che quindi prende origine proprio dai medici di base, sempre meno dottori in senso stretto, perché costretti a occuparsi - come ha sottolineato più volte il presidente dell’ordine Umberto Quiriconi – di questioni burocratiche. E quindi più indotti a delegare allo specialista o all’accertamento diagnostico la soluzione a problemi dei pazienti.

Su un punto comunque sembra esserci l’accordo, almeno a giudicare dai post sulla pagina “Riapriamo l’ambulatorio pediatrico all’ospedale di Lucca”: il servizio è utile, anzi necessario,anche se si può discutere sulle modalità. C’è perfino chi vorrebbe un pronto soccorso pediatrico, come al Versilia, ma questo obiettivo appare oggettivamente molto difficile da centrare.

L’Asl in ogni caso non intende riproporre l’ambulatorio in ambito ospedaliero. Se si arriverà a un accordo con i pediatri di base (secondo Laura Giorgi il servizio costava all’Asl 110 euro l’ora, troppo anche per l’azienda sanitaria), l’ambulatorio potrebbe essere riaperto in una struttura territoriale. Per l’Asl l’ideale sarebbe che ciò avvenisse nell’ambito della Casa della salute di prossima realizzazione, una volta trasferito l’ospedale, ma questa ipotesi non convince i pediatri. E’ quindi prevedibile, nonostante il movimento che si è creato, che i tempi per riavere il servizio siano piuttosto lunghi.

Nel frattempo i genitori dovranno rassegnarsi a lunghe code in caso di necessità, dato che nel weekend al reparto di pediatria è in servizio un solo medico, che è impegnato su vari fronti, dalla sala parto al reparto. E per una visita si aspettano spesso 5-6 ore fra il malumore crescente. Potrebbe l’Asl fare qualcosa nel frattempo, potrebbe per esempio assumere un medico in più in maniera da poter organizzare questo servizio in attesa di arrivare a definire un accordo con i pediatri di base? Probabilmente sì, si tratta di una questione di volontà e sensibilità da parte della direzione aziendale che fino a oggi non ha voluto affrontare e risolvere questo problema. Nonostante appelli siano arrivati da più parti, compreso il sindaco Alessandro Tambellini.(f.t.)

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