Il Tirreno

Lucca

Un referendum sul trasloco dei campi rom

Un referendum sul trasloco dei campi rom

Proposta di Giorgi del M5s. Leone (Impegno Comune): «Affrontiamo il caso senza fare polemiche»

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LUCCA. Trasferire gli accampamenti dei nomadi trovando altre localizzazioni da concertare con tutta la cittadinanza chiamata a esprimere la propria opinione in un referendum. Questa la proposta avanzata da Laura Maria Chiara Giorgi consigliere comunale del Movimento 5 Stelle che ha presentato un ordine del giorno.

«Si potrebbe cogliere l’occasione per l’ introduzione dei referendum, senza quorum come previsto dal nostro programma. Si propone inoltre che i fondi regionali per l’immigrazione vengano utilizzati solo ed esclusivamente per l’inserimento degli immigrati nella società. Riguardo ai nomadi occorre valutare effettive e concrete possibilità di recupero e integrazione sociale. Chiediamo in questo senso, se corrisponda a vero la notizia che un gruppo di lavoro sia già stato approvato con delibera di giunta, nel qual caso noi valutiamo nulla o da rivedere tale decisione. I poteri del consiglio e delle commissioni consiliari non possono essere espropriati: questo è il punto importante».

Giorgi propone anche di ripristinare la figura del vigile di quartiere: l’azione preventiva di controllo sul territorio è l’altra faccia della medaglia di una proficua cultura dell’integrazione, in una società fatta di diritti e di doveri, sostiene l’oculista.

Luca Leone (Impegno Comune) ritiene con sia semplice affrontare il problema. Ma aggiunge che non si può far finta di nulla.

«Mi rendo personalmente conto delle difficoltà, ma allo stesso tempo ritengo che sia del tutto inutile procedere con i soliti e ricorrenti interventi tampone senza una visione complessiva del problema e delle sue possibili soluzioni. Casette o non casette, finanziamento o meno, bando o meno, nulla si può seriamente perseguire senza una precisa visione di dove si vuole andare.

«Non è semplice ma vale la pena provarci, mettendo da parte le polemiche e quelle inutili logiche di contrapposizioni anche politica. Il problema non si risolve né con gli slogan ( tipo “si pensi ai lucchesi e alle famiglie e non ai nomadi” )che magari possono anche far prendere n.2 voti in più ma non risolvono di certo il problema, né con soluzioni che non siano condivise e nemmeno con i blitz di controllo una tantum. Mi auguro che anche su questo si provi a cambiare passo, se ci si riesce; solo in tal caso non si potrà certo dire di non averci provato».

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