La manifestazione
«Resisteremo come fece Pier Capponi»
LUCCA. Mentre l’assessore allo sport assieme ai dirigenti e alla polizia municipale è pronto a ripristinare allo stadio le utenze di Lucca United e della Pugilistica staccate dalla Lucchese per i...
LUCCA. Mentre l’assessore allo sport assieme ai dirigenti e alla polizia municipale è pronto a ripristinare allo stadio le utenze di Lucca United e della Pugilistica staccate dalla Lucchese per i mancati pagamenti di luce e gas il presidente rossonero Andrea Bacci interviene per rispondere al capogruppo comunale di Lucca Civica, Claudio Cantini, che in una nota lo aveva accusato di protervia e prepotenza nei confronti della giunta comunale invitandolo a fare dietrofront e riallacciare le utenze. Bacci si dice pronto a resistere al diktat comunale paragonando Tuccori e Tambellini a Carlo VIII re di Francia e immedesimandosi in Pier Capponi, il condottiero fiorentino all’epoca della Signoria che respinse l’esercito francese. «La Lucchese difende i propri diritti, ma prima di tutto non vuole continuare ad adempiere a doveri che non le competono. Il Comune si impegna, si difende, si protegge, ci aggredisce e talvolta ci offende solo per cercare di non adempiere alle responsabilità assunte. La Lucchese si dichiara disponibile, paga i suoi impegni e il suo presidente dice "sediamoci e parliamo". Il Comune, abusando del potere riconosciuto dalla legge, irrompe, invade, pretende e ci risponde "non vogliamo parlare con nessuno. Rifletta signor Cantini, rifletta sul fatto che le mancanze di rispetto e le prepotenze stiano altrove e non si vergogni a chiederci scusa. Stiamo cercando qualcuno che cerchi di muoversi, di comportarsi e dialogare come nessuno abbia ancora fatto con noi. Questa è la Lucchese e questo è il nostro stile. Noi vogliamo confrontarci con questo metodo e per difenderci da un sistema diverso siamo disposti a far sentire in ogni sede le nostre ragioni. Quando Carlo VIII arrivò a Firenze con il suo esercito, i fiorentini erano disposti a ricompensarlo con una grande somma di denaro per il suo sostegno, ma non vi era accordo sull'entità. Carlo presentò allora un ultimatum alla Signoria e, ricevuto un rifiuto, minacciò dicendo "allora noi suoneremo le nostre trombe". A questa affermazione rispose deciso Pier Capponi "e noi faremo suonare le nostre campane", manifestando l'intenzione della città di resistere».(l.t.)
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