La manifestazione
Rave party, identificati 130 partecipanti
Carabinieri e polizia stanno cercando di arrivare agli organizzatori della festa non autorizzata per far scattare la denuncia
ALTOPASCIO. Il rave party lascia il segno 24 ore dopo la sua conclusione. Anche se alla fine al pronto soccorso degli ospedali Campo di Marte di Lucca o S. Damiano e Cosma di Pescia non si è fatto medicare nessuno e dentro al capannone dismesso della ex Mancioli in località Cerbaie ad Altopascio non si sono verificati incidenti con giovani partecipanti aggrediti e feriti o altri finiti in overdose. Era troppo rischioso però per le forze dell’ordine - polizia, carabinieri e vigili urbani - effettuare un blitz all’interno del capannone dove si trovavano 4-500 persone datesi convegno da tutt’Italia e anche dall’estero per passare il week end dell’Epifania all’insegna dello sballo e della trasgressione. Se il tam tam via cellulare o attraverso i social network fosse stato intercettato per tempo allora forse gli inquirenti avrebbero potuto bloccare la massa di auto, camper e furgoni al casello autostradale convincendo gli organizzatori a desistere dall’intento di realizzare una festa illegale all’interno di un capannone dismesso. Ma quando una marea di giovani si è riversata di sera nelle strade della cittadina del Tau - molti erano arrivati in treno - intervenire drasticamente con perquisizioni e sequestri avrebbe potuto creare incidenti dalle conseguenze difficili da prevedere. Inutile quindi prendersi dei rischi anche perché il reato di invasione d’edificio non è facile da dimostrare specie se depositi, fabbricati, opifici abbandonati e quindi deteriorati presentano pertugi e aperture facilmente individuabili dall’esterno. In quel caso, in fase processuale, la difesa a buon gioco nel dimostrare che quell’area era abbandonata e quindi il proprietario era consapevole che poteva diventare terra di nessuno. E questo vale anche nel caso di procedibilità d’ufficio (quando le persone che occupano l’edificio sono più di dieci) e non soltanto a querela di parte.
Monitorare la situazione. Ma le forze dell’ordine non sono state con le mani in mano monitorando la situazione sia in divisa che in borghese. Sotto l’egida del questore Claudio Cracovia sia i carabinieri della Compagnia - diretti dal capitano Lorenzo Angioni e affiancati dai militari della stazione di Altopascio - sia la polizia che schierava il dirigente della Digos, Simone Scalzo, oltre a un paio di pattuglie, hanno identificato e controllato, anche attraverso le targhe delle auto in sosta di fronte all’ex stabilimento Mancioli situato a 300 metri dal casello autostradale di Altopascio, circa centotrenta partecipanti alla festa non autorizzata. Le indagini vanno avanti e puntano a individuare gli organizzatori della mega festa da sabato sera al pomeriggio dell’Epifania. Gli investigatori hanno raccolto diversi elementi che potrebbero portare a breve a denunce per invasione di terreni o edifici logicamente nei confronti dei soli organizzatori.
Alcool e droga. L’uso di alcol e di sostanze stupefacenti nell’ambito del rave party è stato accertato dalle forze dell’ordine anche se non sarebbero stati rilevati gravi episodi di ubriachezza molesta. Inutile dire che i residenti - quelli che abitano in via dei Ferrenti o in via dei Sandroni - hanno protestato per la musica ad altissimo volume. Il free party tra l’altro è anche slittato di alcune ore - dalle 23 di sera alle 5 del mattino - perché il furgone che trasportava il generatore di energia era rimasto impantanato nel fango prima di arrivare al capannone dove poi è cominciata la festa. Casse, amplificatori, una consolle attrezzata. Perfino gazebo sono stati montati all'interno dell'ex fabbrica, con tanto di fornelli da campo.
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