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Pioggia e frane, un’altra notte da incubo

Pioggia e frane, un’altra notte da incubo

Le forti precipitazioni provocano danni in Mediavalle e Bassa Garfagnana. Evacuata per precauzione una casa ad Albiano

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LUCCA. La furia della pioggia si abbatte, di nuovo, su Mediavalle e bassa Garfagnana, creando frane e danni ovunque. E centinaia di residenti hanno rivissuto l’incubo della bomba d’acqua che si abbatté il 20 e 21 ottobre scorso. I dati pluviometrici, lasciano poco spazio all’immaginazione: 107 millimetri caduti a Renaio (sulla montagna barghigiana), 149 a Fabbriche di Vallico, e 132 a Gallicano capoluogo. Numeri che segnalano la sofferenza di un territorio già messo a dura prova nelle scorse settimane. E vediamo dunque il bollettino di questo fine settimana all’insegna delle piogge e frane.

COREGLIA Il sindaco Valerio Amadei e l’assessore Emilio Volpi, assieme agli uomini dell’Unione Comuni Mediavalle, sono stati in giro per tutta la notte tra sabato e domenica. Alle 2 del mattino il primo grosso allarme, con tre nuclei isolati alla Villa, non molto distante dal centro di Tereglio. Una frana ha portato via strada e versanti adiacenti il centro abitato, senza contare i danni alle telecomunicazioni. Con qualche difficoltà, è giunto l’intervento dei carabinieri comandati dal maresciallo Francesco Feniello e i vigili del fuoco di Castelnuovo. A causa delle frane continue, infatti, erano andati giù i tralicci dell’Enel e della Telecom, rischiando di tagliare fuori anche la popolazione di Tereglio, già di per sé penalizzata da un segnale di telefonia mobile debole. Il fronte è franato, ma è stata ripristinata la percorrenza della strada con l’aiuto di un mezzo dell’Unione Comuni Mediavalle. Un'altra spaccatura si è aperta in quella zona, ma la situazione è sotto controllo. Allagamenti si sono verificati anche a Piano di Coreglia, specie nelle abitazioni del fondovalle.

BARGA Gravi danni alla viabilità montana hanno rischiato di tagliare fuori decine di nuclei familiari. Di primo mattino una frana ha colpito l’abitato di Albiano, ed è stato necessario disporre chiusura della strada principale che collega il paese a Castelvecchio, per una frana che ha ostruito metà della carreggiata e indotto l’amministrazione comunale ad evacuare una abitazione verso le tre di stanotte. Poi, qualche centinaio di metri in linea d’aria da quel fronte, altre due scariche di detriti hanno creato danni alla viabilità in località La Mocchia, vanificando i lavori di messa in sicurezza realizzati dopo l’alluvione di ottobre. Problemi anche per la Befana, visto che la strada di Pegnana (località dove ha sede la casina della vecchietta), è stata per tutta la mattinata chiusa al transito a causa della caduta di alberi sulle carreggiate. Invece, dopo il restyling e la ripulitura che ha cambiato volto all’importante arteria, ha retto la strada che collega Mologno al Piangrande.

GALLICANO Le prime avvisaglie di una notte difficile si sono avute già sabato nel tardo pomeriggio, quando sono caduti alcuni sassi sulla strada tra Verni e Trassilico, prontamente rimossi con intervento dei volontari della Prociv. . Poi, col passare delle ore, è stato un crescendo rossiniano, e per molti è stato rivivere l’incubo del 20 e 21 ottobre. Nella notte, una frana è caduta anche su via S. Leonardo sopra la località Falce, ed è stata disposta la chiusura della strada, attualmente non percorribile. Poi altri pericolosi fenomeni franosi hanno lambito la strada di Verni, quella di Fiattone, e di nuovo via S. Leonardo. A Fiattone, c’è preoccupazione per dei movimenti sospetti nei pressi del paese, un paese più volte danneggiato dalla furia della natura. Gli uomini della Protezione Civile stanno monitorando costantemente la situazione, ma il calo delle precipitazioni fa sperare. Per precauzione è stata chiusa la strada della Capannella (quella che collega la frazione di Campo alla via di Fondovalle). E alla Barca nuove criticità sin dalla notte, con la parte del paese di nuovo sommerso da fango e detriti.

MOLAZZANA Smottamenti su tutto il territorio, come sempre del resto. La preoccupazione maggiore è per i residenti del centro storico del capoluogo, di fatto ancora e chissà fino a quando isolato dal mondo per uno scarico di detriti all’altezza del bivio per Sassi e Alpe Sant’Antonio. La frana si è portata dietro guardrail e pezzi di strada, e ci sono divieti d’accesso alla volta di Molazzana. Sarà impossibile per qualche giorno entrare in paese, così come a Brucciano e Vascherana, nonostante si stia lavorando alacremente per rimuovere gli ostacoli. Nessun problema per le frazioni più a monte, investiti nei mesi scorsi da lavori di consolidamento. Invece, a causa della frana nei pressi di Brucciano, è stata ostruita la via d’accesso al paese, raggiungibile solo da Calomini, costringendo i residenti ad allungare il tragitto di almeno 15 chilometri.

Nicola Bellanova

(altro servizio a pagina 9)

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