Finanza
«È una rom» e cacciano la parrucchiera
Casi, luoghi comuni e pregiudizi nei rapporti tra la città e le comunità al centro della polemica
LUCCA. Se dico rom... Continuiamo con l'individuazione di alcuni luoghi comuni sui rom e sui sinti da sfatare.
“Sono ovunque. Siamo invasi”. Oltre ai dati forniti ieri sulla presenza rom e sinta, è opportuno fare un'ulteriore precisazione. Il rapporto della Fondazione Michelucci spiega come a Lucca e in altre zone della regione, esistono gruppi di «limitata consistenza», di «permanenza almeno ultraventennale», «giovani nati in Toscana, che hanno figli nati in Toscana». Per fare un raffronto con le altre città limitrofe, basta consultare i documenti prodotti dall'Osservatorio sulla condizione socio-abitativa dei rom e sinti in Toscana. Così si vede che Pisa è il comune dove si concentrano i gruppi rom e sinti con 593 presenze, di cui 72 in insediamenti non autorizzati. A Firenze ce ne sono 528, di cui 110 in insediamenti non autorizzati.
“I nomadi rubano”: anche in questo caso non si può generalizzare. Il Consiglio di Stato, sentenza confermata anche dalla Cassazione, ha dichiarato illegittima l'emergenza nomadi decretata dal quarto governo Berlusconi perché non c'è un effettivo "pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica" quando in un territorio ci sono insediamenti nomadi. «L'illegalità esiste in queste comunità – spiega la direttrice della Caritas , Donatella Turri – come esiste anche nel resto della popolazione. L'avviamento al lavoro resta l'obiettivo più importante insieme alla scolarizzazione. S Qualche tempo fa una ragazza del campo seguì un corso per parrucchiera e iniziò a lavorare in un negozio nell'anonimato, cioè senza dichiarare di essere sinta. Era molto brava: un giorno delle clienti dissero alla proprietaria del negozio che la ragazza viveva al campo nomadi. Fu mandata via. Il fatto ha generato ulteriore sfiducia e un senso generale di insoddisfazione e di impossibilità a cambiare l'esistente».
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