Il dolore
Sono circa 200 i rom e i sinti che vivono nei vari campi
LUCCA. Se dico rom, cosa viene in mente? E se dico sinto? E zingaro? Da un'indagine condotta per un anno da Naga, l'associazione di volontariato attiva per la promozione e la tutela dei diritti di...
LUCCA. Se dico rom, cosa viene in mente? E se dico sinto? E zingaro? Da un'indagine condotta per un anno da Naga, l'associazione di volontariato attiva per la promozione e la tutela dei diritti di tutti i cittadini stranieri, rom e sinti, si evince come la discriminazione, latente, sottaciuta o manifesta, nei confronti della popolazione rom e sinta, sia molto radicata. Anche nei media. Oltre alla generica definizione di “nomadi”, impropria considerato che la maggior parte dei rom e dei sinti non si sposta da decenni e in molti vivono nelle case, vediamo quali sono gli altri luoghi comuni e perché sono sbagliati. «L'Italia è invasa dai rom e dai sinti»: in Italia si stima la presenza di 140/150mila persone.
A Lucca ce ne sono circa 200. «Devono tornare a casa loro»: quale casa? E dove? Le popolazioni romanì sono presenti in Italia da oltre sei secoli. Secondo il ministero del Lavoro, nel 2010, il 50-60% dei rom presenti erano cittadini italiani. Ci sono poi i rom romeni, presenti anche a Lucca, cittadini comunitari immigrati regolari. Infine molti sinti che vivono a Lucca sono cittadini lucchesi a tutti gli effetti. «Hanno troppi privilegi»: da una relazione sulla situazione dei rom in undici stati membri pubblicata dall'Agenzia dei diritti fondamentali dell'Ue risulta che un rom su tre è disoccupato e il 90% vive al di sotto della soglia di povertà. Per quanto riguarda Lucca, «hanno gli stessi privilegi e gli stessi obblighi di qualsiasi altra famiglia lucchese – spiega l'assessore Vietina – chi può pagare le bollette o i servizi, paga. Chi non può per indigenza, viene affidato ai servizi sociali e vengono attivati quegli interventi tipici del sociale. Gli stessi di cui beneficiano coloro che non vivono nei campi».(n.d.)
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