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Bollette dell’acqua, la beffa dei rimborsi

Bollette dell’acqua, la beffa dei rimborsi

Stabilite le cifre dovute dai gestori dopo il referendum: si tratta di pochi euro e, nel caso di Geal, niente arriverà agli utenti

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LUCCA. I rimborsi? Ci saranno, ma non per tutti. E anche per chi li riceverà, si tratterà solo di qualche spicciolo in bolletta. Che lascerà a bocca asciutti gli utenti lucchesi serviti da Geal, concederà qualche centesimo (80, per la precisione) a quelli che ricadono nel territorio di Gaia e permetterà a chi paga le bollette ad Acque di concedersi una colazione, con i 4,55 euro che riceverà.

Si è concluso il lunghissimo iter burocratico per stabilire quanto le aziende che gestiscono il servizio idrico dovevano restituire agli utenti a seguito del referendume del 2011che aboliva la “remunerazione del capitale investito”, calcolata nel 7% dello stesso. Una voce che faceva gravare sugli utenti una sorta di copertura dei costi di investimento del gestore.

Nel giugno del 2011, questa voce è stata cancellata dalla bolletta da un referendum. Inoltre, l’illegittimità del prelievo è stata sancita anche dal Consiglio di Stato e dal Tar della Toscana, con quest’ultimo che ha cancellato il piano tariffario dell’Autorità di ambito regionale. La cancellazione definitiva delle vecchie tariffe comprensive del capitale investito, però, c’è stata solo il 1º gennaio 2012, precisamente dopo 163 giorni dall’entrata in vigore della legge che rendeva operativo il referendum. Quindi i gestori idrici, per questi 163 giorni, hanno continuato a percepire illecitamente questi introiti. Per tale periodo (dal 21 luglio al 31 dicembre 2011) l’Autorità garante per l’energia ed il gas ha previsto il rimborso degli addebiti.

Le cifre dovute da ciascun gestore sono ste individuate dall’Autorità idrica toscana, e poi confermate dall’Autorità per l’energia, che da qualche tempo ha fra le sue competenze anche il sistema idrico. l criterio adottato dall’Authority considera non rimborsabili i costi effettivamente sostenuti dal gestore per gli investimenti (interessi, tasse, accantonamenti), ed è per questo che i rimborsi sono diversi da gestore a gestore: si tratta, comunque, come detto, di cifre minime.

C’è poi, per Lucca, la particolarità del caso-Geal: l’azienda, infatti, non utilizzando il metodo di calcolo della tariffa cosiddetto “normalizzato”, ma essendo ancora ancorato a quello del 1994, non prevedeva alcuna remunerazione del capitale. E, di conseguenza, per i lucchesi non c’è nemmeno il “premio di consolazione” di ricevere qualche euro nella bolletta. I pagamenti arriveranno - per chi ne ha diritto - nella prima bolletta utile. (l.c.)

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