Il dolore
Arrivano 420mila euro per l’Abbazia
La Regione finanzia i lavori a Badia Pozzeveri: nascono una foresteria e un centro sulla Francigena
BADIA POZZEVERI. Pochi giorni dopo l’inaugurazione del percorso della via Francigena da Altopascio a S. Gimignano, arriva dalla regione Toscana un finanziamento di 420mila euro che permetterà di dare un significativo impulso al definitivo recupero, ristrutturazione e trasformazione dell’Abbazia di Badia Pozzeveri, insieme alla realizzazione di un ulteriore tratto dei marciapiedi circostanti (in questo caso la somma a disposizione è di 50mila euro).
Non ha quindi estimatori solo oltreoceano la struttura camaldolese risalente al 952 che l’amministrazione comunale ha ottenuto dalla Curia di Lucca, in diritto di superficie, per 50 anni, al centro nei giorni scorsi della prestigiosa copertina dell’americana Science, una delle riviste scientifiche più autorevoli al mondo.
Del resto che si trattasse di un progetto centrale in ambito regionale per la via Francigena non lo dice solamente, da anni, il sindaco Maurizio Marchetti.
Le stesse parole furono pronunciate dal governatore Enrico Rossi, dall’assessore regionale Cristina Scaletti in occasione del taglio del nastro. Rossi e la Scaletti avevano ricordato l’impegno ultraventennale di Altopascio per la Francigena, ribadendo che questo percorso turistico-spirituale di cammino di 400 chilometri è l’obiettivo strategico principale per implementare la già importante offerta turistica toscana e in questa ottica Altopascio e l’Abbazia di Badia Pozzeveri occupano un posto di preminenza.
Il contributo è coerente con quanto dichiarato e al comune di Altopascio arriveranno a giorni 420mila euro per la ristrutturazione dell’Abbazia (che costerà complessivamente 700mila euro) e 50mila euro un nuovo lotto di marciapiedi delle aree circostanti, come quelli già realizzati in questi mesi.
Il progetto dell’amministrazione comunale, presentato alcuni mesi fa alla popolazione della frazione dal sindaco e dall’assessore alla cultura Nicola Fantozzi, che è anche vicepresidente dell’Associazione Europea delle vie Francigene, prevede, oltre al recupero dell’edificio, la realizzazione di una foresteria, che si aggiungerà all’altra comunale di via Casali che ospita ogni anno circa 3000 pellegrini gratuitamente, e di un centro documentazione sulla Via Francigena, che sarà arricchito dagli eccezionali risultati ottenuti dalla campagna di scavi eseguita dall’equipe di paleopatologia dell’Università di Pisa coordinati dal professor Gino Fornaciari che hanno interessato il mondo intero.
«Ringraziamo la Regione e in particolare Rossi e la Scaletti, che hanno dato seguito alle belle parole pronunciate lo scorso 7 dicembre, assegnandoci questo finanziamento che ci permetterà di costruire una vera e propria porta d’ingresso sulla via Francigena, come era del resto l’Abbazia - dicono Marchetti e Fantozzi - Abbiamo voluto fortemente recuperare questa struttura che era ormai in uno stato di abbandono e la nostra volontà, unita alla qualità del progetto di recupero, ha trovato molti consensi e finanziamenti, anche grazie all’interesse mondiale che è stato generato dalla campagna di scavi archeologici. Ringraziamo tutti quelli che ci hanno aiutato, compresi gli abitanti di Badia che hanno sempre collaborato e diamo l’appuntamento a breve per riconsegnare a Badia Pozzeveri e alla cultura della Toscana un edificio arricchito di nuove e importanti funzioni, che sarà decisivo nel piano di definitivo rilancio della via Francigena che i vertici regionali hanno annunciato. Altopascio crede da sempre nell’importanza di questo percorso turistico-spirituale e i fatti lo dimostrano». Gli scavi, resi possibili grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Comune di Altopascio, hanno permesso di portare alla luce i resti dell’antico chiostro abbaziale, risalente alla fine dell’XI secolo, e la facciata della originaria chiesa romanica di San Pietro, che misurava ben 30 metri in lunghezza, oltre a reperti di varia natura, compresi molti scheletri e reperti umani, che hanno permesso di realizzare un excursus su 1000 anni di malattie, con eccezionali riflessi scientifici.
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