Il dolore
Un gruppo di lavoro per Rom e Sinti
Dovrà indicare soluzioni per l’integrazione. Per il momento non è più sul tavolo la questione abitativa
LUCCA. Uscire dalla dimensione del campo. L'obiettivo generale resta questo, ora sono le tappe, le modalità e i tempi ad essere cambiati. Lo spirito di fondo, che guida la strategia nazionale per l'inclusione delle popolazioni Rom e Sinte, la legge regionale a riguardo e le direttive dell'Unione Europea non viene messo in discussione: lo ripete con forza la vice sindaco, Ilaria Vietina, a pochi giorni dal consiglio comunale che affronterà il cosiddetto “progetto campo nomadi”. Ed è questo spirito che anima la delibera di giunta, approvata lunedì, che ha dato indicazioni precise per la realizzazione di un gruppo di lavoro dedicato alla questione rom, sinti e camminanti. L'atto si intitola “Linee guida per il progetto campo nomadi”, ripercorre nelle sue pagine la composizione rom e sinta sul territorio lucchese, i progetti che sono stati messi in atto e quelli futuri. E, soprattutto, impegna la giunta alla costruzione di un gruppo di lavoro specifico sull'argomento, composto da rappresentanti dell'ufficio scuola e servizi educativi, dei servizi sociali e dell'ufficio sociale del comune, della polizia amministrativa, dell'ufficio tecnico, della Caritas e della Comunità di Sant'Egidio, due istituzioni che da anni operano nei “campi nomadi” di Lucca. Già, ma quali nomadi? Come poter definire nomadi persone che vivono sul territorio comunale da minimo vent'anni? Gli abitanti di via delle Tagliate, via della Scogliera e via di Fregionaia sono stanziali. L'area di via della Scogliera, sull'argine del Serchio, a seguito della concessione comunale, è divenuta dal 1969 l'insediamento storico delle famiglie sinte.
Rom, Sinti, zingari, nomadi, camminanti. In quanti modi vengono identificate le persone che appartengono a quella cultura chiamata “cultura rom”? Parlando con gli operatori del settore che operano da decenni sul campo risulta necessario ripartire dall'inizio.
Innanzitutto è bene tenere presente che ci stiamo referendo a persone appartenenti a una cultura composta da una miriade di sottoculture e di altre comunità con caratteristiche molto specifiche. L'immagine più appropriata sembra essere quella di un arcipelago. Di lingue, di costumi, di provenienza, di idiomi, di riti, di tradizioni. A Lucca ce ne sono circa duecento. Tutti vivono in terreni concessi e autorizzati dal Comune o in terreni di proprietà, acquistati col tempo. I campi in tutto sono tre e non si registrano casi di occupazione o abusivismo. L'insediamento più grande è quello di via delle Tagliate. Qua ci vivono centododici persone, tra Rom rumeni, Rom della Ex Jugoslavia, soprattutto serbi e Sinti, abitano in baracche e roulotte e la qualità del campo, secondo il rapporto annuale della Fondazione Michelucci di Firenze, è pessima. In via della Scogliera, la stessa Fondazione fa una distinzione tra insediamento di via della Scogliera 1 e 2. Il primo conta ventidue sinti, mentre il secondo è composto da sei famiglie per un totale di trentuno persone, sempre sinti, che vivono in casette di legno. Si tratta di aree private, i cui terreni sono stati acquistati dalle stesse famiglie. Entrambi i terreni non hanno l'abitabilità, perché si trovano all'interno dell'alveo del fiume e l'intera area interessa per un progetto di riqualificazione del parco fluviale.
L'ultimo, poi, è quello di via di Fregionaia, a Maggiano: nelle mobil home, camper e case in legno vivono ventidue sinti. «Tutte queste persone – spiega l'assessore Vietina – sono seguite dai servizi sociali e sono in contatto con volontari e operatori di alcune cooperative che realizzano in quell'insediamento una serie di progetti».
L'insediamento di via delle Tagliate esiste dagli anni '90, mentre per risalire all'origine di quello di via della Scogliera bisogna andare alla fine degli anni '60. Dal 1999, invece, è attivo un protocollo d'intesa, firmato dalla giunta comunale di quel momento e dalla Caritas diocesana proprio per interventi a favore della popolazione rom e sinta residente a Lucca. «Gli interventi principali – continua Vietina – riguardano l'inserimento scolastico e l'aspetto educativo dei minori che frequentano le scuole cittadine e alcuni vivono nelle case popolari. I progetti per l'inclusione risultano fondamentali. Da una parte l'integrazione scolastica e l'avvio al lavoro; dall'altra il miglioramento delle condizioni, soprattutto per quanto riguarda via delle Tagliate, come la distribuzione dell'acqua in tutte le piazzole, tanto che ora ogni nucleo gestisce in proprio il contratto con la Geal». Per quanto riguarda la questione abitativa a questo punto non c'è niente di immediato.
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