La manifestazione
Campo di Marte, il sindaco va avanti
Il Comune cerca l’advisor che verificherà la sostenibilità economica dell’intervento che vuol riqualificare l’area
LUCCA. Riuscirà il segretario comunale del Pd, Francesco Bambini, a mettere davvero a confronto sindaco e presidente della Provincia, insieme alle varie anime del centrosinistra, per arrivare davvero a quella soluzione condivisa per il recupero dell’area Campo di Marte e, più in generale, per la ridefinizione dell’utilizzo di tanti grandi contenitori dentro e immediatamente fuori delle Mura? La questione, di cui parliamo nella pagina a fianco nell’intervista a Bambini, continua a tenere banco.
Sopra, come si vede, il presidente Stefano Baccelli insiste nella sua idea di creare un gruppo di lavoro tra più enti interessati per arrivare a un piano delle funzioni che chiarisca cosa si vuol fare della città. Lo fa ricordando che «Lucca deve la sua bellezza alla capacità di conciliare conservazione ed innovazione. Si è creata bellezza quando si è fatta sintesi di questo equilibrio. Il Nottolini non abbatté l’anfiteatro romano, Palazzo Ducale, le Mura urbane: li riqualificò, li adattò alle nuove vocazioni della città. Trasformò le Mura in luogo per le passeggiate dei lucchesi, aggiungendo bellezza (ad esempio il Caffè delle Mura), non togliendola. Realizzò un acquedotto limitando l’impatto urbanistico trasformando un’infrastruttura di alta ingegneria idraulica in un opera d’arte. In questa città si è distrutta bellezza quando la si è lasciata governare dai soli interessi immobiliari».
Il sindaco però sembra deciso a procedere secondo il percorso indicato nei giorni scorsi, in particolare per il recupero del Campo di Marte e, più in generale, per la revisione delle norme urbanistiche. Al momento le due posizioni non combaciano. «Il dibattito pubblico sul futuro del Campo di Marte che è andato arricchendosi di contributi è estremamente positivo – afferma Alessandro Tambellini –. Infatti, su questioni di tale rilevanza e che andranno a ridisegnare servizi e luoghi centrali della città, non ritengo si possano esprimere posizioni dirigistiche, ma si debba tenere conto del contributo dei vari soggetti, istituzionali e non che operano in città. In questo senso deve essere letta l'ipotesi avanzata dall'amministrazione provinciale, che rappresenta una delle proposte verso le quali ci si può orientare, anche se qualche perplessità desta la concentrazione in un solo luogo di tutte le forze di polizia: blindare il campo di Marte come area della sicurezza non ci sembra come una soluzione di equilibrio nel contesto territoriale generale. Il Comune da parte sua da tempo si è mosso per riunire in quell'area importanti uffici di interesse pubblico che a tutt'oggi sono sparsi sul territorio, in situazioni spesso disomogenee. È il caso ad esempio della Questura, la cui collocazione impropria è sotto gli occhi di tutti. L'idea progettuale che come amministrazione comunale stiamo valutando è quella relativa ad una cittadella dei servizi alla persona, in modo da raccogliere qui una serie di strutture pubbliche e private rivolte all'handicap, alle persone anziane, ma anche alla medicina sportiva e della riabilitazione, nonché un campus scolastico che preveda il trasferimento in loco degli istituti scolastici che fanno attività di formazione nel settore dei servizi alla persona. Il Comune nelle scelte del Campo di Marte, come in tutte le altre che riguardano la collettività, intende operare con trasparenza senza eludere minimamente certe faticose procedure - come il procedimento valutativo che necessariamente accompagna la variazione del Piano strutturale - che la legge pone a presidio della correttezza democratica delle scelte strategiche per il territorio. Mi sembra infatti che talvolta si predichi “trasparenza”, mentre si suggerisce al Comune di assumere atteggiamenti in linea con un certo velleitario dirigismo illuminato. Il metodo che porterà il Comune, in collaborazione con la Provincia e la Regione, a delineare le future destinazioni del sito di Campo di Marte è chiaro: le idee progettuali dall'amministrazione, che terranno ovviamente conto anche delle varie ipotesi avanzate nel corso del dibattito pubblico, saranno sottoposte alla verifica di sostenibilità urbanistica, utilizzando il gruppo di lavoro già attivo sul nuovo piano strutturale.
«Contemporaneamente nei prossimi giorni andremo ad individuare un advisor che dovrà produrre le indispensabili verifiche di fattibilità economica, finanziaria e procedurale sull'idea progettuale, dal momento che l'intera operazione sul futuro di Campo di Marte non può in nessun modo prescindere da un'analisi che tenga conto dei costi: l'idea dell'amministrazione anche a questo riguardo è molto chiara: spostando una serie di funzioni al Campo di Marte si libereranno immobili di pregio sia all'interno delle mura urbane che fuori: questi edifici, alienati, andranno a costituire la base economica in grado di garantire la presenza al Campo di Marte di tutta una serie di funzioni e servizi che, se non redditivi, risultano tuttavia essenziali per la comunità locale. Una volta che l'idea progettuale sarà stata vagliata dal punto di vista urbanistico, economico e procedurale, l'amministrazione la presenterà ai cittadini, per raccogliere idee ulteriori, suggerimenti e osservazioni, in modo da addivenire ad una soluzione finale più possibile partecipata e condivisa».
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