Il dolore
Una pagina Facebook per l’ambulatorio di pediatria
LUCCA. Una pagina Facebook per far riaprire l’ambulatorio pediatrico all’ospedale Campo di Marte. L’ha creata Emilio Bertoncini, che in poche ore si è guadagnato oltre 100 “mi piace” su un argomento...
LUCCA. Una pagina Facebook per far riaprire l’ambulatorio pediatrico all’ospedale Campo di Marte. L’ha creata Emilio Bertoncini, che in poche ore si è guadagnato oltre 100 “mi piace” su un argomento che sta molto a cuore ai lucchesi, soprattutto alle famiglie con bambini piccoli.
L’ha aperta dopo un paio di esperienze personali, sue e della cognata, con l’obiettivo di creare un movimento di persone (l’obiettivo è 1000 mi piace e 500 firme sotto una lettera) che induca la direzione dell’Asl a rimettere in piedi questo servizio nei giorni in cui non è disponibile il pediatra di base.
D’altra parte, per stessa ammissione dell’Asl, si tratta di un’attività che nell’ultimo anno in cui è stata svolta è costata circa 100mila euro, una cifra irrisoria rispetto a un bilancio complessivo aziendale di oltre 400 milioni.
Nonostante le promesse ripetute nel tempo l’ambulatorio di guardia pediatrica non è stato ancora ripristinato e le famiglie che nel weekend sono alle prese con improvvise malattie dei figli devono fare ricorso al pronto soccorso che le dirotta in pediatria, dove le attese sono sempre molto lunghe, nell’ordine delle 4-6 ore.
«Ho deciso di aprire la pagina - racconta Bertoncini - dopo aver vissuto una esperienza diretta sabato 28, quando mio figlio di quasi 4 anni lamentava un forte dolore alla testa».
«Abbiamo telefonato in ospedale - dice Bertoncini - e ci è stato passato il reparto di pediatria da cui abbiamo avuto un invito a valutare con attenzione lo stato del bimbo perché l'ambulatorio pediatrico non c'è e saremmo dovuti passare per il pronto soccorso per poi finire in reparto dove avremmo rischiano una lunga attesa.
«Già questa è un’anomalia - sottolinea Bertoncini - perchè viene chiesto ai genitori di fare una valutazione. Noi siamo arrivati in reparto alle 16.15 circa e la visita vera e propria è avvenuta alle 20 circa. E' seguita una fase di osservazione in day hospital successiva alla somministrazione di un farmaco. Erano oltre le 21 quando ne siamo usciti».
«La sensazione - dice Bertolini - è di aver rappresentato un aggravio di lavoro per l’unica pediatra già gravata da mansioni varie. Sono stati tutti gentili, ma si capisce il disagio per la carenza di personale». (f.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
