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Lucca

Una cassaforte per le partecipazioni del Comune di Bagni

Una cassaforte per le partecipazioni del Comune di Bagni

Progetto dell’amministrazione per riunire le azioni di Gaia, Erp, Sistema ambiente, Farmacie e Reti ambiente

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LUCCA. Una holding, una cassaforte che detenga tutte le partecipazioni azionarie del Comune di Bagni di Lucca. È l’ipotesi allo studio per “razionalizzare” le partecipazioni dell’amministrazione.

Lo schema potrebbe essere simile a quello in vigore da qualche anno a Lucca: una società in house, quindi al 100% controllata dal Comune che funge da collettore “patrimoniale” delle partecipazioni (nel capoluogo questo ruolo è della Lucca Holding).

Bagni di Lucca ha, attualmente, sei partecipazioni dirette. La prima, quella in Clap, è di fatto ininfluente, visto che la vecchia società di trasporto pubblico è in liquidazione.

Senz’altro più importanti le altre partecipazioni, a partire da quella in “Farmacie comunali”, la spa mista pubblico-privato che gestisce il servizio sia a Lucca che a Bagni di Lucca, con il punto vendita di Fornoli in via papa Giovanni XXIII: la quota azionaria posseduta è del 2,99%.

Meno significativo da un punto di vista “numerico” ma comunque importante lo 0,50% delle azioni che il Comune guidato da Massimo Betti detiene del capitale di Sistema Ambiente: un rapporto molto delicato, visto il contenzioso che si è aperto a primavera sulle fatturazioni contestate dal Comune per lo smaltimento dei rifiuti presso l’impianto di Pioppogatto. Una querelle ancora lontana dal comporsi (l’azienda infatti sostiene di essersi comportata correttamente e di aver restituito quanto pagato in più dall’ente) e che ha portato anche alla rescissione del contratto di servizio per la raccolta della spazzatura.

Le altre tre partecipazioni detenute da Bagni di Lucca sono l’1,27% del capitale di Erp (la società che si occupa di edilizia popolare), lo 0,202% di Gaia e lo 0,48% di Reti Ambiente, la società pubblica che - insieme a un privato da scegliere con bando - dovrà gestire il sistema dei rifiuti all’interno dell’Ato costa.

Sull’ipotesi di una holding sta lavorando la società bolognese Ligeia Engineering, incaricata di redigere uno studio di pre-fattibilità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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