Attenzione
Ai domiciliari dopo l’arresto per violenza
Il legale del giovane accusato di abuso e sequestro di una 17enne non esclude il ricorso in Cassazione
LUCCA. Ai domiciliari il ventiquattrenne lucchese bagnino-cameriere arrestato dai carabinieri con l'accusa di violenza sessuale aggravata e sequestro di persona nei confronti di una ragazza di diciassette anni residente a Follonica conosciuta a luglio 2013 in spiaggia.
Il giudice avrebbe deciso di emettere questo provvedimento sulla scorta da una parte del comportamento tenuto dal giovane nell’ultimo periodo, dall’altra per il fatto che non essendo ancora giunta a giudizio l’altra vicenda che lo vede accusato, sempre per presunti reati di stalking nei confronti di un’altra ragazza con cui aveva avuto una relazione, in pratica lui risulta, prima dell’arresto, incensurato.
Nonostante il la trasformazione del regime di custodia dal carcere ai domiciliari, non sembra però avere subito cambiamenti l’impianto accusatorio relativo al secondo episodio, quello a danno della giovane di Follonica. Rimangono in essere, in sostanza, per il ventiquattrenne lucchese, i reati che gli sono stati contestati.
Novità potrebbero però presentarsi sul fronte della difesa del bagnino-cameriere, assistito dall’avvocato Veronica Nelli. Quelle di un possibile ricorso in Cassazione. La difesa infatti starebbe ragionando sulla possibilità di presentare un ricorso sulla base di elementi che non sarebbero stati adeguatamente valutati dal tribunale del Riesame.
All'inizio la storia tra il bagnino e la minorenne di Follonica sembrava una normale storia d'amore. Ma con il passare dei giorni si era trasformata in un incubo per la ragazza. Come accaduto a tre donne che in passato avevano avuto storie con il giovane, era stata picchiata, umiliata, offesa, maltrattata. Per soggiogarla psicologicamente, la ragazza veniva tenuta sulla corda: schiaffi e pugni, ma anche carezze e manifestazioni che facevano pensare all'affetto.
Questa la convinzione degli inquirenti e della Procura, che ha chiesto e ottenuto l'arresto dell'indagato per violenza sessuale ripetuta e sequestro di persona. Le analogie con i casi precedenti avevano convinto il pm a invocare la misura restrittiva della detenzione in carcere. Piccoli tagli e lievi lesioni cicatrizzate sulle braccia, sulle gambe e su altri parte del corpo procurati usando forbici o coltellini. Con le lame, secondo le accuse, il giovane faceva a brandelli i vestiti della ragazzina. Che nell'immaginario del persecutore doveva somigliare a un tipo preciso di donna: magra, bionda, elegante.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google