Il Tirreno

Lucca

Un albergo nel futuro di Villa Fiori

di Luca Cinotti
Un albergo nel futuro di Villa Fiori

Il complesso di Ponte a Serraglio entrerà a far parte di un fondo immobiliare al quale il Comune ha deciso di aderire

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BAGNI DI LUCCA. Un nuovo futuro per villa Fiori, la grande struttura di Ponte a Serraglio: un futuro a struttura ricettiva per un circuito turistico di lusso e lontano dalle mète tradizionali. L’appodo potrebbe essere garantito da un progetto del “Club dei borghi più belli d’Italia” al quale il Comune di Bagni di Lucca - proprietario dell’immobile - è stato ammesso a partecipare.

Ieri, in consiglio comunale, sono passati gli atti preparatori di questa “rivoluzione”. Che è iniziata quando l’amministrazione guidata dal sindaco Betti ha inoltrato la propria domanda di partecipazione, indicando villa Fiori come oggetto dell’intervento. «Siamo stati scelti - ricorda il primo cittadino - comune unico Comune in Toscana. È un primo passo importante, ora dovremo metterci intorno a un tavolo e precisare i prossimi passi».

La “chiave” del progetto è la costituzione di un fondo immobiliare all’interno del quale i vari comuni partecipanti conferiscono edifici in loro possesso, ricevendo in cambio quote del fondo stesso. Al quale - è l’auspicio - potranno partecipare anche partner privati e soggetti come fondazioni e la Cassa depositi e presiti.

L’obiettivo, infatti, è di raggiungere la capacità economica per recuperare gli immobili: un’impresa nella maggior parte dei casi impossibili per le finanze dei Comuni, soprattutto dei più piccoli.

La seconda parte del progetto è quella poi che prevede una valorizzazione in senso alberghiero delle strutture recuperate. Per questo sarà stipulato un contratto di “hotel management” con un’operatore del settore, il Boscolo Group. Quest’ultimo avrà il compito di gestire l’attività e rendere così vantaggioso (e remunerativo) il conferimento degli immobili nel fondo, senza per forza costringere i Comuni a privarsi di edifici in molti casi dal grande valore storico.

Proprio quello che ha villa Fiori, che può contare anche di un parco di grande e suggestiva bellezza, anche recentemente utilizzato come “atelier” per gli scultori del Lucca Art Festival. Ma la storia della villa è ben più antica e, per certi versi, travagliata. Nata come villa Pieri, deve il suo attuale nome al barone Fiori, che l’acquistò intorno alla metà dell’Ottocento, portando poi avanti lavori di ristrutturazione che la trasformarono in un “palazzotto” medievale e sistemarono il grande parco.

Qualche decennio dopo la proprietà passò a Jean Varraud che, nel bel mezzo della Prima Guerra Mondiale, affidò all’ingegner Paolinelli il compito di ristrutturare in profondità l’immobile. Proprio a questo periodo risale l’aspetto attuale, che incorpora caratteristiche che si rifanno a vari momenti della storia dell’archittettura.

In seguito la villa passò al Comune, che all’interno vi ospitò uffici e ambulatori dell’allora Usl. Proprio questo accordò si trasformò - a seguito di una legge - in un passaggio di proprietà dal Comune all’azienda sanitaria. Che però, con il passaggio degli anni, di fatto svuotò la villa di molti dei servizi, fino ad arrivare alle sole psichiatria e riabilitazione: una situazione che si portò dietro anche un progressivo degrado della struttura.

Alla fine, dopo anni di trattative, nel 2008 il Comune rientrò in possesso della villa, cedendo all’Asl l’ex scuola di Fornoli oltre a 300mila euro. Negli anni successivi andarono a vuoto diversi tentativi di venderla e solo ora, con il progetto del fondo immobiliare, sembra che qualcosa si possa muovere.

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