Attenzione
S. Vito, la scuola è un miraggio
La nuova materna doveva entrare in funzione nel 2012. Ma è bloccata da problemi urbanistici
LUCCA. La storia infinita. Potrebbe essere definita così la vicenda che riguarda la scuola dell'infanzia di Picciorana e Tempagnano, riunite, da diversi anni ormai, nello stesso edificio sulla via Romana. Una soluzione temporanea, doveva essere. Una sistemazione di pochi mesi, dicevano. E invece lo straordinario è diventato ordinario e ora le maestre cercano di far combaciare turni, orari, spostamenti, mantenendo intatto l'offerta formativa. Con grandi sacrifici e qualche perdita.
Una storia, spiacevole, che doveva iniziare e finire nel giro di poco, ma che ancora tiene banco e, soprattutto, tiene più di cento bambini costretti insieme in un edificio che può contenerne, per assicurare al meglio la sicurezza e la qualità della didattica, una settantina. Stando agli annunci passati, gli alunni della scuola dell'infanzia di Tempagnano, chiusa in seguito a rilevamenti di danni strutturali al tetto, dovevano essere trasferiti nella nuova struttura (ancora inesistente) di San Vito per l'autunno/inverno del 2012. Ad oggi, invece, dopo controlli incrociati e varie domande, si sa che il nuovo edificio, se tutto va bene, non sarà pronto prima di un anno, perché per realizzarlo serve una variante urbanistica.
«La nuova struttura di San Vito – spiega Barbara Appendino, una mamma della scuola di Tempagnano – è stata progettata su un'area verde pubblica e per costruirci bisogna approvare la variante urbanistica. Il comune si è fermato in tempo, altrimenti commetteva un abuso edilizio». Ma come? L'amministrazione, soprattutto quella precedente che aveva realizzato e approvato il progetto, non se n'era accorta? «Non so che dire – continua Appendino – l'unica cosa che sappiamo è che prima di tutto devono fare una modifica al piano urbanistico e poi partiranno le gare e poi procederanno con l'edificazione».
Su questo neppure l'assessora all'istruzione Ilaria Vietina si sbilancia troppo, perché «sono cose successe prima del mio arrivo e non ho potuto seguirle in prima persona. In ogni caso quello che mi preme, e che preme all'amministrazione, è di risolvere al più presto questa assurda situazione. Gli uffici sono già a buon punto, stiamo lavorando il più veloci possibile per dare risposte certe e per gestire il tutto al meglio. È un cruccio pensare che ci siano dei bambini che non possano vivere la scuola al cento per cento, che debbano muoversi in spazi ridotti».
In effetti nell'edificio di Picciorana l'inglese viene fatto nel corridoio, perché l'aula apposita non c'è. Anche per quanto riguarda l'insegnamento della musica «hanno dovuto scambiare una stanza, perché altrimenti non sapevano come fare – continuano i genitori –. Inoltre fanno il doppio turno alla mensa, persiste l'odore di fogna, causato da un problema al collettore che andrebbe cambiato, ma per sostituirlo dovrebbero spaccare un bel pezzo di muro. Restano poi le difficoltà per il parcheggio, i cancelli di entrata e di uscita sono tenuti con una catenella, il marciapiede esterno si allaga appena piove, perché manca l'ordinaria manutenzione e i bambini di Tempagnano non fanno l'ora di ginnastica, ma escono fuori solo quando è bel tempo e, infine, non hanno neppure potuto organizzare la festa di Natale perché mancano gli spazi. Sono parcheggiati lì, in una situazione che continua ad essere definita provvisoria, ma che nei fatti non lo è e dove tutto è in deroga: la sicurezza, l'antisismica». La vicenda è ben nota negli uffici del comune. «Per noi è una priorità – conclude la Vietina – l'iter lungo è quello urbanistico, i tempi di edificazione, invece, dovrebbero essere abbastanza veloci. Io spero che entro il 2014 sia tutto pronto». Intanto per anno nuovo i genitori stanno pensando ad organizzare una manifestazione, proprio per riportare l'attenzione sulla vicenda di Tempagnano-Picciorana.
Nadia Davini
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