Sicurezza
Risultati dal lavoro della “polizia di strada”
Il questore: «Comincia a invertirsi il trend dei reati, ma non per questo dobbiamo abbassare la guardia sul territorio»
LUCCA. Comincia a dare i frutti sperati la “politica della strada” adottata con convinzione da tutto il personale della polizia che ha risposto con impegno e partecipazione alla richiesta del questore, Claudio Cracovia, di lasciare negli uffici il numero di presenze strettamente indispensabile per utilizzare sul territorio la maggior quantità di uomini possibile per dare un segno tangibile della pressione con cui si cerca di prevenire il crimine.
«Sono consapevole del sacrificio che richiedo ai miei uomini e li ringrazio – dice il questore a margine del tradizionale saluto di fine anno – ma i risultati arrivati in questo anno devono stimolarci a fare ancora di più nel prossimo».
Certo è che si avverte la presenza di un maggior numero di volanti sulle strade e danno conforto operazioni che, per quanto laboriose, alla fine portano risultati. Sono stati individuati e processati alcuni degli autori delle cruente rapine nelle abitazioni nel corso delle quali c’erano state violenze brutali sulle personetrovate nelle case; si sono individuati personaggi della malavita organizzata; si sono stroncati traffici internazionali nel giro degli stupefacenti; si è riusciti a ridurre il numero dei furti, che restano comunque la piaga più avvertita dalla popolazione.
«I fogli di via e il ricorso a tutti i sistemi di sorveglianza indicati dalla legge – aggiunge il questore – fanno sentire la pressione sui personaggi che arrivano nel nostro territorio per delinquere. I criminali devono sapere che sono costan temente monitorati, devono avvertire la nostra presenza. La Lucchesia è un territorio splendido e dalle mille risorse e anche per questo fa gola. Il nostro sforzo deve essere massimo per assicurare la legalità. Dati alla mano, conforta vedere che il numero dei reati cala e che il trend comincia ad invertirsi. Non credo che Lucca sia in una situazione di emergenza, ma certamente non abbasseremo la guardia dopo i primi successi».
Il concetto della legalità ricorre nelle frasi del questore, anche quando ricorda altri tipi di servizi svolti dalla polizia, come gli interventi nei casi di sfratto, nelle manifestazioni politiche e sindacali, negli eventi che richiamano grandi quantità di folla.
«Lavoriamo cercando di non esasperare gli animi in situazioni già delicate e, se possibile, tentiamo anche di agevolare la soluzione di controversie nelle quali la ragione non pare mai da una parte sola – spiega Cracovia – ma abbiamo ben presente che il riferimento supremo è la legge. Nessuna azione, per quante motivazioni possa avere, può andare contro la legge».
Ma il 2014 sotto questo profilo non ha creato grandi problemi. La presenza degli agenti ai margini di tante manifestazioni (anche studentesche) si è in effetti notata, ma si è riscontrato anche che a prevalere è sempre stato il dialogo.
Anche nell’occasione del grandissimo afflusso per i Comics, che ha messo a dura prova le forze dell’ordine.
«Facendo ricorso a tutte le forze a disposizione – sostiene il questore – siamo riusciti a limitare i disagi e ad evitare incidenti, ma mi auguro che sia stato chiaro a tutti che ora la logistica della manifestazione va ripensata. Non è possibile continuare a concentrare così tante presenze in spazi angusti e bisogna che ci siano servizi adeguati».
Resse alla stazione, ai parcheggi, nelle strade e negli stand non potrebbero insomma essere più tollerati: organizzatori e amministratori sono avvertiti.
Interesse Cracovia ha infine mostrato sulla ipotesi di un accorpamento delle sedi della polizia nell’area del Campo di Marte che l’Asl sta per lasciare al Comune: «Certamente avere nello stesso complesso gli uffici della questura, della polizia stradale e della prefettura, in ambienti moderni e adeguatamente attrezzati, renderebbe assai più snello il nostro lavoro. Mi auguro che il progetto di cui sento parlare vada avanti e che il bel palazzo che occupiamo adesso, troppo costoso e non più adeguato, possa tornare alla sua vocazione come sede pubblica nella quale si possano tenere mostre e altre iniziative».
Nel frattempo la polizia cercherà di incrementare il rapporto con i cittadini e le istituzioni.
«A Lucca – concludere il questore – si può contare su una rete che funziona e riesce ad attutire situazioni di sofferenza e di conflitto, anche sociale. Noi lavoriamo per far capire al cittadino che può contare sulla nostra sorveglianza, ma anche sui nostri servizi. Certo, la priorità è la lotta al crimine, ma non per questo trascuriamo i lavoro di sportello».
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