Il Tirreno

Lucca

Cenone, ristoranti pieni grazie ai turisti italiani

di Nadia Davini
Cenone, ristoranti pieni grazie ai turisti italiani

Tutto esaurito nei locali per il Capodanno: c’è anche qualche residente La maggior parte delle prenotazioni è comunque arrivata negli ultimi giorni

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LUCCA. Aperti, quasi tutti pieni, all'insegna del gusto e della cucina semplice e tradizionale. Affollati di italiani, soprattutto turisti e qualche residente.

Si presentano così i ristoranti e le trattorie lucchesi nel giorno del cenone di fine anno, riconfermandosi come la meta più scelta e apprezzata, prima delle feste in discoteca e delle cene in casa. E sono soprattutto i turisti italiani, giunti a Lucca per gli ultimi giorni dell'anno, a fare la differenza sulle prenotazioni, seguiti dai residenti che, in molti casi, abbinano il menù al ristorante alla tradizionale festa in piazza e dai turisti stranieri. Tanta indecisione fino all'ultimo e prenotazione last minute: sembra essere questa la tendenza che contraddistingue questo 31 dicembre, abbandonata ormai com'è l'era del tutto esaurito da settimane.

Così al ristorante “Il Giglio”. «Le prenotazioni ci sono come gli altri anni – spiega la proprietaria - ma fino all'ultimo non sappiamo quanti siamo. In giro ci sono tanti turisti italiani, magari arrivati in città sabato o domenica e si prendono del tempo per scegliere dove passare il cenone». Stessa valutazione anche per “Mecenate” in via del Fosso, che predisporrà un menù tradizionale di pesce o di carne a 80 euro. «Sono rimasti pochi posti – racconta Stefano De Ranieri – contiamo sulla clientela lucchese e sui turisti italiani. In generale siamo soddisfatti di come stanno andando le feste, speriamo che duri fino a Befana. Poi entreremo nel periodo più difficile e fino a marzo sarà così, ma siamo ottimisti».

Di ottimismo si vive, e sarà forse per questo che lo si respira appena entrati nell'ingresso principale, alla Pecora Nera in piazza San Francesco. Qua il tutto esaurito è un appuntamento annuale e sono soprattutto i lucchesi a scegliere questo ristorante per festeggiare l'ultimo dell'anno. Tutto esaurito da una settimana anche ai “Diavoletti” a Camigliano, nel segno della filiera corta, dell'eccellenza gastronomica del territorio e del cibo slow e all'osteria “da Giomo” a Valgiano. Cucina tradizionale e di qualità, meglio se tipica, e prezzi contenuti: sembrano essere queste le carte vincenti un po' ovunque. «Fino a pochi anni fa – raccontano da “Leo” – oltre alla cucina ti chiedevano se c'era la musica o la possibilità di ballare. Sentendo anche in giro, sembra che ci sia un'inversione di rotta. Noi abbiamo scelto di fare il doppio turno: dalle 19,30 alle 21 siamo aperti con menù alla carta. E dalle 21,15 fino a chiusura abbiamo organizzato il cenone, con menù fisso a 50 euro. Ed è tutto pieno. In questi giorni il lavoro c'è, ma fino al 22 dicembre abbiamo visto poco movimento».

Quasi tutto pieno anche da Pio, all'Osteria storica del Morianese (a San Quirico di Moriano), mentre ormai non c'è più un posto libero all'Antica trattoria Stefani a San Lorenzo a Vaccoli. Unica voce fuori dal coro, il ristorante “Rama” in via San Paolino, dove si è scelto, viste anche le piccole dimensioni del locale, di non prevedere il menù fisso. «Siamo aperti per il cenone – spiegano i proprietari – ma vogliamo che ognuno scelga direttamente dalla carta cosa mangiare. Sembra ci sia un po' meno gente in giro, l'anno scorso avevamo prenotazioni a partire da dieci giorni prima: sembra che le persone si muovano all'ultimo, speriamo in bene per queste poche ore che restano al cenone».

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