Sicurezza
Anche sindaco e assessore alla fiaccolata di Lucca United
Centocinquanta tifosi con in mano una candela o una torcia elettrica hanno festeggiato la fine del 2013 manifestando pacificamente contro il distacco dell’energia elettrica nella sede-museo in seguito al contenzioso tra l’amministrazione e la Lucchese
Alle 21 nella sede museo dietro la curva Ovest del Porta Elisa - gestita da Lucca United (420 iscritti) e di cui ha parlato in un inciso di un articolo sull’azionariato popolare uscito nelle pagine nazionali della Gazzetta dello Sport - avrebbe dovuto svolgersi una cena per festeggiare l’arrivo del nuovo anno i cui proventi dovevano essere destinati a scopi benefici per aiutare persone in difficoltà. Invece a causa della querella tra Lucchese Calcio e amministrazione comunale i locali sono rimasti al buio e ieri pomeriggio alle 18,30 oltre 150 supporters iscritti alla cooperativa dei soci rossoneri hanno manifestato pacificamente con candele accese e torce elettriche fuori dalla sede vuota e spenta dopo il distacco dell’energia elettrica voluto dal presidente della Lucchese, Andrea Bacci. Di fronte alla sede uno striscione che ironicamente ringraziava il patron rossonero (la frase «31 dicembre 2013 grazie presidente Bacci») che non ha voluto tornare sui suoi passi nonostante l’azionariato popolare non abbia debiti nei confronti del club rossonero e semmai vanti un credito di 3600 euro che dedotti a quanto stabilito nella convenzione (1000 euro annui) ammonta a 260 0 euro. Durante l’incontro sono stappate alcune bottiglie di spumante per festeggiare simbolicamente l’arrivo del 2014 nella speranza che la situazione torni alla normalità anche se i rapporti tra la Lucchese e la proprietà paiono ormai incrinati. Oltre al presidente di Lucca United, Stefano Galligani, (il vice Pacini era in vacanza in Germania con la famiglia, ma ha mandato un messaggio di solidarietà e vicinanza ai supporter rossoneri) e ad esponenti di rilievo come Lucarini, Romiti, Di Piazza, Mimmo Tosi, Lazzeri, Del Carlo, Voltolina e l’ex socio dell’Fc Lucca De Luca e grandi tifosi come il consigliere Celestino Marchini, sempre presente al Porta Elisa a prescindere dalla categoria in cui milita la Lucchese, sono arrivati per il brindisi anche il sindaco Alessandro Tambellini e l’assessore allo sport Massimo Tuccori. L’impressione è che il braccio di ferro tra amministrazione comunale e giunta proseguirà anche nelle prossime settimane. Se il presidente Andrea Bacci attraverso il suo legale Luca Cantini ha presentato un esposto-denuncia nei confronti dell’assessore Tuccori e del dirigente comunale Nencetti - querela depositata negli uffici di via Galli Tassi sabato mattina e non ancora assegnata a un sostituto - il primo cittadino e l’assessore allo sport hanno intenzione di recarsi giovedì mattina in procura per presentare un esposto contro l’azione di manomissione operata dal presidente della Lucchese e che, a loro giudizio, è contraria a quanto si legge nella convenzione stipulata tra le parti e che in extrema ratio potrebbe anche essere revocata. Oggetto del contendere è il mancato pagamento delle bollette di energia elettrica e gas metano (non l’acqua) che - stando ad accordi stipulati a settembre - sia per il Porta Elisa che per l’Acquedotto dovevano essere pagati dal comune di Lucca. In realtà, dopo un controllo effettuato dallo stesso Bacci, al 19 dicembre non erano ancora state fatte le volture a Sinergo, la società che gestisce i pagamenti delle utenze comunali. Una grave mancanza da parte dell’amministrazione e dell’assessore allo sport che hanno ammesso l’errore e si sono impegnati in tempi rapidissimi (una ventina di giorni) a versare quanto pattuito. Sulle cifre però non c’è concordanza. Il Comune sostiene che dovrà versare alla Lucchese, compreso il pregresso che riguarda l’amministrazione Tambellini (quella dei due anni precedenti era targata Favilla), circa 20mila euro mentre Bacci e soci dicono che i soldi che debbono avere ammontano a circa 50mila euro. Ma al di là del balletto delle cifre è la risposta del presidente rossonero che ha creato un dissapore difficilmente sanabile. Il patron ha fatto staccare il contatore legato al campo 4 dell’Acquedotto dove si allena il rugby e alla palestra della boxe dove si allena la Pugilistica Lucchese, entrambe creditrici nei confronti dell’As Lucchese Libertas 1905. Non solo. Poichè anche le utenze della sede-museo di Lucca United sono intestate alla Lucchese ha fatto staccare l’energia elettrica anche lì e dopo che l’amministrazione - attraverso l’assessore Tuccori e il dirigente Nencetti - ha riattivato la luce al museo-storico il patron rossonero ha nuovamente fatto staccare l’utenza provocando la reazione dell’azionariato popolare. Sulla vicenda interviene per chiarire meglio il suo concetto espresso proprio dalle pagine de Il Tirreno, il socio di minoranza Moreno Micheloni che - in veste di socio di Lucca United - ha fatto un rapido saluto al presidente Galligani e agli altri soci intervenuti per la fiaccolata di protesta. «Innanzitutto mi preme di dire che sono un semplice socio di minoranza che prima faceva parte, ma adesso non più, del consiglio d’amministrazione. Credo che per il bene della Lucchese tutti dobbiamo remare dalla stessa parte, ma per farlo dobbiamo parlarci di più e chiarirci le idee tutti assieme. Soltanto vedendoci più spesso e ascoltando anche il parere dell’opinione pubblica e dei tifosi che sono il cuore pulsante della squadra e della città possiamo evitare di fare scelte che potrebbero risultare impopolari. Staccare l’energia elettrica a Lucca United impedendo all’associazione di poter fare una cena benefica lo reputo un gesto che non serve alla causa e non mi trova d’accordo. Se tutti assieme ne avessimo parlato con serenità probabilmente avremmo evitato strappi e incomprensioni. Bacci, tengo a sottolinearlo, è il presidente e come tale deve fare le sue scelte. Ma questo non significa che la parte minoritaria non possa quantomeno dire la sua senza trovarsi al fatto compiuto».
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