Il Tirreno

Lucca

Addio a Fabbriche e Vergemoli fra lacrime e ricordi

di Nicola Bellanova
Addio a Fabbriche e Vergemoli fra lacrime e ricordi

Muoiono i vecchi municipi: da domani parte il Comune unico Carmela Crea sarà commissario prefettizio fino alle elezioni

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VERGEMOLI. Lacrime, commozione, applausi e un arrivederci. Oreste Giurlani e Michele Giannini, ancora per pochissime ore sindaci rispettivamente di Fabbriche di Vallico e Vergemoli, sono pronti a cedere il testimone alla dottoressa Carmela Crea, funzionaria della Prefettura di Lucca, e incaricata di svolgere il delicato ruolo di Commissario straordinario del nuovo comune unico che vedrà la luce ufficialmente dall’1° gennaio 2014, ossia domani: è l’unico caso, per ora, in tutta la provincia di Lucca, vista la bocciatura nelle urne della fusione fra Borgo a Mozzano e Pescaglia.

La nomina commissariale, ufficializzata dal Prefetto di Lucca, la dottoressa Giovanna Cagliostro, comprende anche un sub commissario delegato alle funzioni amministrative, e due “consulenti d’eccezione”, ossia i primi cittadini uscenti, che affiancheranno i delegati prefettizi. I due comuni saranno ufficialmente sciolti allo scoccare della mezzanotte di oggi, lasciandosi alle spalle decenni di storia, aneddoti, problemi e pagine indelebili.

Nascerà quindi Fabbriche di Vergemoli, ente che amministrerà 42,34 kmq di territorio montano popolato da circa 850 abitanti, che dal maggio 2014 avrà un nuovo sindaco e un nuovo consiglio. Più snello rispetto alla somma dei due vecchi comuni, ma incisivo. E soprattutto, sarà un Comune ricco, in proporzione alla popolazione residente. Infatti, il patto sancito in vista della fusione conclamata dal referendum, prevede corpose elargizioni di denaro pubblico. Ossia, un tesoretto di circa 3 milioni di euro in cinque anni, oltre che l’affrancamento dal Patto di Stabilità. Musica per le orecchie di molti amministratori, anche della zona, che hanno provato ad ampliare il ragionamento e l’idea di mettere insieme le forze per eliminare enti microscopici. Ma, altrove, ha prevalso il campanile. Qui no.

Ultimo giorno con la fascia. Oreste Giurlani e Michele Giannini hanno salutato le istituzioni e i cittadini nell’ultima seduta ufficiale dei rispettivi consigli comunali, svoltasi in contemporanea lo scorso 28 dicembre, a suggellare questa lunga fase che si è chiusa di fatto con la scelta dei elettori. E, seppur scevre dalle normali dialettiche politiche tra maggioranza e opposizione, per i due ultimi sindaci della storia dei due comuni, è stata dura affrontare l’aula senza eliminare l’emozione.

A Fabbriche, ad esempio, i consiglieri comunali hanno consegnato una targa al sindaco Giurlani per ringraziarlo dell’impegno profuso per la comunità. È stata una seduta aperta a tutti, con tanta gente a partecipare in aula e tanti hanno chiesto all’attuale primo cittadino di restare, interrompendo ogni suo discorso con applausi e qualche lacrima. Anche la Misericordia di Fabbriche di Vallico, ha donato una targa in ricordo di questa giornata. E stasera, prima del brindisi di mezzanotte, ultimo atto da sindaco tra la sua gente, con pizzata a Vallico Alto.

Michele Giannini, invece, ha tenuto il 28 dicembre, un incontro a Palazzo Roni con il Commissario prefettizio e la popolazione, dando la massima disponibilità ai cittadini di collaborare anche per il nuovo ente. Per entrambi gli “ultimi” primi cittadini, magone e tanta emozione.

Dieci anni intensi. Visto che due lustri sono un’epoca, i due sindaci si sono sottoposti volentieri alla richiesta di rivelare il loro ricordo più bello e più brutto di questa lunga epoca partita nel 2004. Oreste Giurlani non ha dubbi: «Il ricordo più bello è la realizzazione della scuola supertecnologica, presa in condizioni disastrate e diventata un punto di riferimento per la comunità, visto che è antisismica. Un investimento da 1,5 milioni che resterà nella storia del Comune. Il più brutto alluvioni dello scorso ottobre e quella del Natale 2009, quando ci furono molti paesi isolati».

Tanti aneddoti ne avrebbe da raccontare anche Giannini, ma sceglie i due a cui è più legato, nel bene e nel male: «Il giorno più bello quello dell’acquisto di Palazzo Roni, grazie ad un finanziamento di 500 mila euro elargito da Marcello Pera si potè comprare l’immobile, realizzando il sogno della comunità vergemolese e soprattutto garantendo una struttura polifunzionale per ogni necessità degli abitanti del capoluogo. Quello più triste nell’ottobre 2007, quando ho dovuto decidere di interrompere le ricerche del signor Mario Frulletti, nel 2010. Un atto che di fatto ha certificato la morte di quell’uomo che si perse nei boschi di San Pellegrinetto».

Se il pesciatino Giurlani è stato “adottato” con entusiasmo dalla sua comunità, invece per Michele Giannini, nato a Fornovolasco con genitori vergemolesi, l’addio è stato difficile: «Ringrazio la dottoressa Cagliostro per la grande attenzione in questa delicata fase, e salutare la mia gente si è rivelata un’impresa: confesso di essermi commosso, ma son stato bravo a trattenere le lacrime».

Giurlani invece, continuerà a lavorare, perché ci sono nodi spinosi in sospeso: «Ho dato e ricevuto tanto da questa comunità, e continuerò a seguire la vicenda della cartiera ex Wepa, e il 3 andrò lo stesso all’incontro decisivo per il futuro dello stabilimento. È un impegno che mi son preso nell’ultimo consiglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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