Attenzione
«Servizio idrico, servono nuove garanzie»
LUCCA. A settembre 2014 non saranno più i Comuni ma i gestori del servizio idrico nei diversi territori competenti per gli espropri relativi alla realizzazione di reti fognarie, acquedotti,...
LUCCA. A settembre 2014 non saranno più i Comuni ma i gestori del servizio idrico nei diversi territori competenti per gli espropri relativi alla realizzazione di reti fognarie, acquedotti, depuratori e quant’altro; ai Comuni resterà solo la competenza di indire le conferenze di servizi.
È quanto ha decretato l’Autorit idrica toscana (Ait), ma secondo Tommaso Panigada, lucchese, componente dell’assemblea regionale di Sel, questa novità può essere pericolosa.
«Centinaia di milioni di euro provenienti da tariffa e leggi regionali per l’emergenza idrica o finanziamenti governativi - spiega infatti Panigada - verranno utilizzati nei prossimi anni per realizzare opere necessarie e attese, la cui titolarità passerà dai Comuni ai gestori, che la gestiranno come i beni strumentali da restituire al termine della concessione al netto del piano di ammortamento e previa valutazione industriale».
«Nel decreto dell’Autorità idrica toscana - continua - si parla genericamente di titolarità: ci domandiamo in quale bilancio verranno inseriti queste voci e se questa operazione non faccia il paio con l’ambizione di una valorizzazione patrimoniale e finanziaria dell'industria idrica di cui precisi ambienti politico finanziari vanno strombazzando da tempo».
«Per amor di chiarezza - conclude l’esponente lucchese di Sel - vorremmo comprendere se stiamo parlando di una sorta di proprietà a tempo o di cos’altro? Chi garantirà (e soprattutto come), la separazione delle risorse pubbliche impiegate per costruire questo patrimonio dalle risorse tariffarie nei bilanci delle spa?».
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