Trasporti
Un polo della sicurezza e 100 case per anziani
Il presidente della Provincia Stefano Baccelli illustra nei dettagli il suo piano «Spostiamo al Campo di Marte questura, polstrada, carabinieri e vigili»
LUCCA. Un piano ambizioso, forse troppo; una fattibilità economica tutta da verificare; una proposta più da sindaco ombra che da presidente di una Provincia che ha competenze limitate in materia: solo per il piano territoriale di coordinamento e poi perchè fa parte di quel comitato tecnico che non si riunisce dal 2006 e che era stato istituito in sede di accordo di programma per il nuovo ospedale.
Ma un grande merito la proposta del presidente Stefano Baccelli per l’utilizzo del Campo di Marte ce l’ha: quella di costringere a discutere su idee precise, sul futuro di un complesso che può diventare una grande opportunità per la città. Una discussione per la quale - come dice lo stesso Baccelli con una stoccata al sindaco Alessandro Tambellini - non si possono certo attendere i tempi (tre anni) del piano strutturale e del regolamento urbanistico, nè c’è bisogno di advisor.
Gli enti possono fare da sè e allora ecco nel dettaglio le idee che Baccelli ha voluto esporre e che partono da un presupposto: il no a nuovi centri commerciali, la compatibilità con il territorio. Per il Campo di Marte una volta liberato dalle funzioni sanitarie Baccelli ha cinque proposte.
Anzitutto il polo della sicurezza, concentrando qui gli uffici di questura, polizia stradale, polizia postale, stazioni carabinieri di San Concordio e Borgo Giannotti, vigili del fuoco, polizia municipale e provinciale. Quindi il polo della protezione civile provinciale, per una gestione unica e efficiente delle emergenze: Provincia, prefettura, pompieri, Asl, volontari, con tutte le 14 funzioni di supporto.
Terza proposta, un’area dedicata all’housing sociale. Un gruppo di residenze per anziani soli, famiglie monogenitoriali e unipersonali con scarse disponibilità economiche. Cento alloggi con attività sociali, culturali, ricreative per tutto il quartiere di San Marco.
Poi la cittadella della salute, secondo il piano a cui sta lavorando l’Asl. Con un paletto: no a nuovi edifici, anzi Baccelli propone di abbattere tutte le strutture di servizio (magazzini, lavanderia, mensa), per ripristinare un’area verde di 4.500 metri quadrati, per quella che è la quinta proposta del presidente.
C’è una risposta anche per la Regione, che attende i 23 milioni (ma anche qualcosa meno) previsti dall’alienazione del Campo di Marte.
«All’ufficio patrimonio della Regione - spiega Baccelli - potremmo passare quelli immobili che verrebbero svuotati. Il palazzo della questura (di proprietà della Provincia, stimato 9,3 milioni); l’ex sede della Finanza (proprietà del Comune), valutata 4,6 milioni; la caserma Mussi (demanio) stimata 5 milioni, l’area dell’ospedale dove ci sono banca, bar e negozio, stimata 2,1 milioni. Per una cifra complessiva di oltre 21 milioni di euro.
Secondo Baccelli la ristrutturazione dei padiglioni del Campo di Marte costerebbe circa 29 milioni di euro
Il piano finanziario (fondamentale il ruolo delle Fondazioni) si sostiene, quindi, con un investimento la cui rendita annuale si attesterebbe intorno al 4,5% assicurata dai proventi delle locazioni (pari a circa 1 milione e 250mila euro annuo). Cifra che si raggiunge sommando i canoni degli attuali affitti (229mila per la questura, 296mila per la polizia stradale, oltre 62mila per la caserma di S. Concordio dei carabinieri, 52mila per la caserma dei Cc sulla via del Brennero, 116mila della sede di S. Vito che ospita il Centro per l'impiego e gli uffici del servizio lavoro e formazione della Provincia, pure da trasferire al Campo di Marte) con gli introiti derivanti dalle locazioni di 100 alloggi del progetto social housing quantificati in circa 480mila euro l’anno. Il presidente Baccelli, inoltre, ha chiesto al presidente del consiglio comunale di Lucca e di quello provinciale di valutare l’opportunità di un sopralluogo nell’area del Campo di Marte, nelle prossime settimane, insieme con le commissioni consiliari competenti di Provincia e Comune. Sono già state inviate comunicazioni al prefetto, agli stessi presidenti del consiglio comunale e provinciale, ai rappresentanti delle Fondazioni bancarie, della Camera di Commercio e delle associazioni di categoria in modo da avviare un dibattito su questo tema.
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