Sicurezza
Mio fratello in Città infinite, tutti sapevano
Una sequenza di equivoci, di comunicazioni inascoltate, di leggerezze compiute. Come una commedia shakespeariana. Andrea Arrighini, l’ex consulente del Comune per i grandi eventi, vuole per l’ultima...
Una sequenza di equivoci, di comunicazioni inascoltate, di leggerezze compiute. Come una commedia shakespeariana.
Andrea Arrighini, l’ex consulente del Comune per i grandi eventi, vuole per l’ultima volta fare chiarezza sul fatto che «tutti sapevano che mio fratello Giovanni aveva avuto un ruolo in Città infinite, l’associazione che aveva presentato all’amministrazione un primo progetto di videoarte rivolto ad alcune facciate dei palazzi lucchesi. Si proponeva di proiettare le immagini dei quadri che si trovano nei musei nazionali di Palazzo Mansi e Palazzo Guinigi. Questo progetto fu cassato per problemi tecnici, così fu presentato il secondo, circoscritto alle facciate del Giglio e di piazza Bernardini».
«Quando fu presentato il primo progetto - continua Arrighini - andai subito dal capo di gabinetto del sindaco per informarlo della presenza di mio fratello in Città infinite, non volevo che si creassero conflitti di interesse». La comunicazione della parentela però non suscitò a quanto pare alcuna obiezione. E le cose andarono avanti da sé, dando origine però a una serie di errori «anche nell’ufficio cultura. L’assessore preposto doveva controllare ma non l’ha fatto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google