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Lucca

Italia, prove di salvataggio La Curia adotta il digitale

di Nicola Nucci
Italia, prove di salvataggio La Curia adotta il digitale

Chiesto un preventivo per installare nella storica sala cinematografica in centro un proiettore di ultima generazione. Costo presunto: 60mila euro

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LUCCA. Il cinema Italia potrebbe continuare a proiettare i film anche nel 2014.

Dal 1 gennaio scatterà lo switch-off della vecchia pellicola e l'unico modo per continuare ad esistere come cinema è il passaggio obbligatorio al sistema digitale. Un passo che sembra intenzionato a compiere don Alessandro Banducci, gestore della licenza cinematografica della sala in via Santa Gemma Galgani.

Al momento però sarebbe stato chiesto soltanto un preventivo della spesa che per un proiettore digitale si aggira sui 50-60 mila euro, che potrebbe essere dimezzata con finanziamenti regionali (per accedervi, il bando scade il 31 gennaio e la Regione ha novanta giorni per approvare la graduatoria).

Pertanto, a meno che il gestore della sala non anticipi questo investimento, per una risposta ci sarebbe da attendere fino ad aprile. In questo periodo la sala di proprietà della Curia andrebbe avanti col vecchio sistema, ma con una scelta limitata di titoli. Anche se la diocesi sembra restia a investire sul digitale per una struttura vecchia che necessita di una costosa ristrutturazione e la cui durata non è assolutamente garantita essendo l'immobile ufficialmente in vendita dal 2011. Per la Curia la sala è più un onere che un guadagno. E l'economato spinge per la vendita. Secondo i bene informati don Banducci vuole provare a mantenere in vita la storica sala che sembrava destinata alla chiusura.

Fino a pochi giorni fa il parrocco di Santa Maria del Giudice a cui è stata affidata la gestione in un primo momento era parso titubante. Tanto che lo storico cineforum Ezechiele, da oltre dieci anni di “casa” all'Italia, ha dovuto trovare un altro spazio e dal 14 gennaio si trasferirà al cinema Astra e all'auditorium della Fondazione Banca del Monte. Poi un cambio di rotta di fronte probabilmente anche alle difficoltà nella vendita dell'immobile.

Un'operazione complicata che ad oggi non si è concretizzata. Resta sempre valida l'offerta di Mimmo D'Alessandro. «Sono ancora interessato - conferma il patron del Summer festival - ma non ho avuto più nessuna risposta». L'idea del promoter se riuscisse ad acquistare l’edificio dell’attuale cinema è di trasformarlo in spazio culturale per la città dove fare concerti, musica dal vivo e cinema. La cifra offerta però non è stata giudicata adeguata dalla Curia che pare abbia valutato il suo bene oltre 2 milioni.

Sulla vicenda dell'Italia da registrare la posizione dell'Anec, l'associazione nazionale esercenti cinema, contraria alla chiusura di «una delle ultime sale di comunità della provincia di Lucca» come scritto giorni fa sul sito ufficiale dopo un incontro con il vicario del vescovo di Lucca, don Michelangelo Giannotti, per sollecitare il salvataggio del cinema. Già attivo in epoca fascista come "Savoia" e ristrutturato dopo la guerra, l'edificio non è di particolare pregio, ma rappresenta un pezzo di storia culturale della città. Al momento però l'immobile non è ancora stato ceduto e la programmazione sarà prolungata. Tra l'altro la tendenza per il futuro sta cambiando. Come dimostra il colosso Moviemax che vuole riportare in vita le piccole sale cittadine. Il problema del digitale invece investirà anche i cinema all'aperto. Le arene estive sono a rischio se non si adegueranno alla tecnologia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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