Sicurezza
Una famiglia di oltre 240 persone
In aumento i commensali al pranzo di Natale offerto in S. Pietro Somaldi dalla comunità di Sant’Egidio
LUCCA. Zuppa di farro, lasagne, arrosti di carne, verdure a volontà, patatine, dolce e tante varietà di formaggio. Un pranzo di Natale in piena regola, consumato da una grande famiglia. Stretta, vicina, in un giorno simbolico come il 25 dicembre.
Il pranzo era quello organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio nella chiesa di San Pietro Somaldi: a tavola 180 ospiti e oltre sessanta addetti ai lavori, fra camerieri, operatori di cucina e della logistica. Tra i commensali, il vescovo Italo Castellani, il presidente della Provincia Stefano Baccelli con la moglie; è venuto a portare il suo saluto anche il sindaco Alessandro Tambellini.
Il numero degli ospiti è cresciuto rispetto all’anno scorso, spiega il dottor Lino Paoli, referente della comunità di Sant’Egidio. «Per la stragrande maggioranza i commensali erano persone che conosciamo per frequentare la nostra mensa settimanale del giovedì a cena nei locali della parrocchia di San Concordio - ricostruisce Paoli. Persone che vivono in strada o nei dormitori, soprattutto uomini immigrati. Ma anche molti uomini italiani che vivono soli, uomini caduti nell’indigenza per la perdita del lavoro, o a seguito di una separazione. Quest’anno però le presenze particolarmente aumentate sono state quelle delle famiglie dei bambini che frequentano “la scuola della pace”, il doposcuola che la comunità di Sant’Egidio organizza sempre alla parrocchia di San Concordio. Questo numero è aumentato in modo sensibile: per la maggioranza si tratta di famiglie monoreddito, dove il padre, spesso l’unico a portare a casa uno stipendio, adesso ha perso il lavoro».
Per tante famiglie, spiega ancora Paoli, si sta dimostrando sempre più importante l’aiuto che la comunità di Sant’Egidio dispensa con la distribuzione di una spesa alimentare a cadenza settimanale. Generi che la Comunità riceve in dono o che acquista con risorse proprie.
E anche i cibi per il pranzo di Natale sono stati donati: da ristoranti, pasticcerie e altre imprese che con il tempo si sono sempre più avvicinate alle azioni di solidarietà che vedono costantemente impegnata la comunità di Sant’Egidio. «Ormai si è creata una rete - aggiunge il dottor Paoli -: quest’anno non abbiamo dovuto preparare niente, tutti i cibi ci sono arrivati già pronti».
Per due ore, al pranzo nella chiesa di San Pietro Somaldi, dopo la messa di Natale officiata da monsignor Agostino Banducci, le difficoltà della vita quotidiana almeno per un poco sono state messe da parte.
«L’idea di fondo - conclude il referente della Sant’Egidio - è che si pranza in famiglia. E quella è la famiglia. Si mangia insieme nella casa del Signore. Quest’anno il pranzo è durato più del solito, per due ore, a testimonianza del clima familiare che si è creato». (b.a.)
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